È la seconda volta che non si compie il prodigio, dopo quella del 16 dicembre 2020. La processione non ha potuto aver luogo causa Covid

Oggi il Sangue di San Gennaro, patrono di Napoli, non si è sciolto. Non sono servite le invocazioni, né le preghiere dei fedeli che dalla mattina affollavano la cattedrale di Napoli. Il prodigio al primo tentativo non c’è stato. Al termine della celebrazione eucaristica, dall’altare è stato annunciato che il sangue del santo era ancora solido.
Il vescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, che per la prima volta ha celebrato la cerimonia dedicata a San Gennaro in Duomo, dopo il passaggio di consegne con il cardinale Crescenzio Sepe, ha effettuato un secondo tentativo, dopo le preghiere di tutti i fedeli, ma anche in questo caso il sangue è rimasto fermo. Il vescovo ha invitato alla preghiera tutti i napoletani. Il vescovo Battaglia si è poi portato sul sagrato del Duomo per benedire il popolo napoletano.
È la seconda volta consecutiva che non avviene il prodigio della liquefazione. Anche lo scorso 16 dicembre 2020, il sangue di San Gennaro non si era sciolto, in quello che viene definito il Miracolo Laico di dicembre, che è anche quello più raro.
Da sempre i napoletani si sono rivolti al loro patrono perché li protegga dalle calamità naturali: folle di persone nei primi secoli correvano a cercare rifugio nelle catacombe di Capodimonte. Così successe nel 472, nel 512 e nel 685, con i vescovi napoletani dell’epoca a guidare le preghiere del popolo. Poi, divenne consuetudine invocare il santo per chiedere la fine dei fenomeni vulcanici: nel 1631, il 16 dicembre, si decise l’esposizione delle reliquie e l’eruzione del Vesuvio si bloccò.
Più recentemente, il 15 maggio del 1983, a conclusione del XXX Sinodo diocesano, il prodigio suggellò l’evento. Di recente, il 17 giugno del 2007, durante la visita a Napoli dell’arcivescovo Chrysostomos II, capo della Chiesa ortodossa di Cipro, il prodigioso evento si è ripetuto. Mentre non avvenne durante la visita di Papa Giovanni Paolo II nel ’90; né quella di Papa Benedetto XVI nell’ottobre del 2007, mentre si è sciolto con Papa Francesco nel marzo 2015.
Il sangue di San Gennaro potrebbe sciogliersi comunque nel corso delle prossime ore: ci sarà la possibilità di venerare il sangue nei prossimi otto giorni, il cosiddetto ottavario, e il prodigio potrebbe avvenire in una di queste occasioni.
Anche quest’anno, a causa della crisi sanitaria determinata dalla pandemia da Covid-19, non si è tenuta la processione che, secondo la tradizione, nel pomeriggio del sabato che precede la prima domenica di maggio, si è sempre mossa dal Duomo alla chiesa di Santa Chiara, con la Teca contenente il sangue e con il busto del Santo Patrono di Napoli e della Campania, unitamente alle statue di alcuni Santi compatroni.
In tale occasione, si verificava (quasi sempre) l’evento prodigioso della liquefazione del sangue del martire Gennaro. La processione si svolgeva in ricordo della Traslazione delle Reliquie del Santo dal cimitero posto nell’agro marciano, nel territorio di Fuorigrotta, fino alle Catacombe di Capodimonte, poi denominate, per questa ragione, di San Gennaro.
Questa processione era detta anche «degli infrascati», per la consuetudine del clero partecipante di proteggersi dal sole, coprendosi il capo con corone di fiori. Ne è memoria la corona in argento che sovrasta il baldacchino che, in pubblico, custodisce la Teca con il Sangue del Santo e che porta al centro un enorme smeraldo, di provenienza centroamericana, dono della città di Napoli.
Per le ragioni dette, anche nella ricorrenza di quest’anno si è celebrata soltanto la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Cattedrale, con la presenza complessiva di duecento persone e la diretta tv e web a cura di Canale 21.








