La Pala di Ludovico Brea: una moltitudine di santi e fedeli raccolti attorno al mistero della gloria celeste.

La solennità di Tutti i Santi, celebrata dalla Chiesa cattolica il 1° novembre, è dedicata alla memoria di tutti coloro che hanno raggiunto la gloria del Paradiso: non soltanto i santi ufficialmente canonizzati e riconosciuti dalla Chiesa, ma anche quella moltitudine di uomini e donne che, pur senza essere saliti agli onori degli altari, hanno vissuto nella fede e nella santità.
È una ricorrenza che invita alla gioia, alla riflessione e alla speranza. Una festa che unisce idealmente la Chiesa gloriosa, costituita da quanti hanno già raggiunto la beatitudine eterna, alla Chiesa pellegrina sulla terra e a quella sofferente.
La celebrazione di Tutti i Santi si diffuse nell’Europa latina tra l’VIII e il IX secolo, per essere successivamente introdotta anche a Roma, dove risulta attestata a partire dal IX secolo. Da allora, il 1° novembre è diventato un appuntamento importante della tradizione cristiana, un giorno nel quale i fedeli ricordano i santi e si scambiano gli auguri nel segno della comunione spirituale.
Ma Ognissanti è soprattutto una festa di speranza. La moltitudine dei santi rappresenta la parte eletta e gloriosa del popolo di Dio e richiama ciascuno alla propria vocazione: la santità. Una chiamata che non riguarda soltanto figure eccezionali o protagonisti di imprese straordinarie, ma tutti i cristiani, attraverso il compimento quotidiano e fedele della grazia ricevuta con il Battesimo.
In un tempo attraversato da contraddizioni, smarrimento dei valori, menzogne e inganni, la ricorrenza assume anche un significato particolare. Ricordare i santi significa riportare al centro della nostra vita esempi concreti di fede, carità, sacrificio e testimonianza cristiana. Significa riscoprire una tradizione spirituale che ha profondamente contribuito a costruire la storia e l’identità culturale dell’Europa.
La Pala di Ognissanti di Ludovico Brea
Per accompagnare questa ricorrenza abbiamo scelto di portare all’attenzione dei lettori una straordinaria opera d’arte: la Pala di Ognissanti di Ludovico Brea, conosciuta anche come Incoronazione della Vergine, Paradiso o Vocazione dei giusti. La scelta non è casuale. In questa grande composizione pittorica, la moltitudine dei santi e dei fedeli raccolti attorno alla Vergine offre una rappresentazione particolarmente suggestiva proprio di ciò che la solennità del 1° novembre celebra: la comunione dei santi e la gloria celeste.
L’opera è una delle ultime realizzazioni del pittore nizzardo Ludovico Brea (Nizza, circa 1450 – circa 1522), artista attivo in Liguria, soprattutto nel Ponente, dove lavorò per numerose committenze religiose. Tra le sue realizzazioni si ricordano anche le pale d’altare eseguite per i Domenicani di Taggia, nelle quali si riconoscono influenze lombarde e fiamminghe.
La pala si trovava originariamente nella chiesa di Santa Maria di Castello, a Genova, nella cappella della famiglia Spinola, denominata appunto di Ognissanti. Nel 1847, in seguito alla demolizione della cappella, il dipinto venne trasferito su un altare della navata destra della chiesa. La sua collocazione, tuttavia, lo rendeva poco visibile, sia per l’altezza sia per la scarsa illuminazione. Oggi l’opera è conservata in una sala del Museo di Santa Maria di Castello, insieme alla Conversione di San Paolo, un altro dipinto dello stesso artista.
La composizione è di grande suggestione: le anime dei beati si stringono attorno al medaglione centrale, nel quale la Vergine Maria intercede davanti alla Santissima Trinità. Tra i personaggi raffigurati compaiono anche la committente, Teodorina Spinola, insieme ai suoi figli. Nella predella, la deposizione di Cristo è ambientata in un paesaggio ligure, nel quale è possibile riconoscere il promontorio di Portofino.
Ma ciò che colpisce maggiormente di questa tavola non è soltanto la ricchezza della composizione, quanto la straordinaria moltitudine di personaggi che la popolano: circa 215 figure tra santi e fedeli, rappresentati con una precisione sorprendente nei volti, nei tipi umani e nei costumi. Una vera e propria assemblea celeste, nella quale ogni figura sembra avere una propria identità e una propria storia. Ed è forse proprio questa moltitudine, raccolta in un’unica grande rappresentazione della gloria del Paradiso, a rendere la Pala di Ludovico Brea particolarmente adatta ad accompagnare la festa di Ognissanti. Perché il 1° novembre non celebriamo soltanto i santi che conosciamo, ma anche tutti coloro che, nel silenzio della propria esistenza, hanno saputo vivere la fede e raggiungere la santità.
Buona festa di Ognissanti.








