Molfetta, quando la Festa della Madonna si aspettava per un anno intero


Un filmato del 1967 riporta alla luce una città che per tre giorni si fermava a festeggiare: le luminarie, le bancarelle, le giostre, il porto pieno di barche e quella straordinaria Sagra a mare che trasformava la devozione alla Madonna dei Martiri in una festa collettiva, profondamente legata al mare e alla vita della città

Ci sono immagini che non hanno bisogno di molte parole. Basta lasciarle scorrere e, improvvisamente, Molfetta torna indietro nel tempo. È quello che accade guardando questo bellissimo filmato del 1967, dedicato alla Festa della Madonna dei Martiri e alla tradizionale Sagra a mare. Un piccolo documento che oggi vale molto più di una semplice registrazione di una festa patronale: è una finestra aperta sulla Molfetta di sessant’anni fa, sulla sua gente, sul suo porto, sulle sue imbarcazioni e su un modo di vivere la festa che appartiene ormai alla memoria di intere generazioni.

La festa che si aspettava tutto l’anno

Per chi ha vissuto quegli anni, la Festa della Madonna dei Martiri non era semplicemente una ricorrenza scritta sul calendario. Era l’attesa. Si aspettava settembre per mesi. E quando finalmente arrivavano quei giorni, Molfetta sembrava cambiare volto. Le strade si riempivano di gente, le luminarie accendevano la sera, comparivano le bancarelle, arrivavano le giostre e la musica delle bande accompagnava le giornate di festa. Erano tre giorni di quella che oggi chiameremmo euforia collettiva, ma che allora era semplicemente la Festa. Una festa popolare nel senso più autentico della parola: religiosa e profana, solenne e gioiosa, fatta di fede ma anche di incontri, passeggiate, bambini, famiglie, profumi, suoni, luci e inevitabili appuntamenti che si ripetevano ogni anno.

Per molti bambini era uno dei momenti più attesi dell’anno. Le giostre, le bancarelle, le luci, la folla. Per gli adulti era invece anche l’occasione per ritrovare parenti, amici e conoscenti, per incontrarsi lungo le strade e sul porto, mentre la città viveva una delle sue giornate più importanti. E poi c’era il mare.

Quando la Madonna incontrava il suo mare

La Festa della Madonna dei Martiri è legata da sempre in maniera indissolubile alla storia marinara di Molfetta. La tradizionale Sagra a mare, che rappresenta il culmine della festa, affonda le proprie radici nella seconda metà dell’Ottocento. La Madonna, compatrona della città e profondamente legata alla devozione dei marinai, viene portata sul mare e accompagnata da una moltitudine di imbarcazioni. Un rito religioso, certo. Ma anche qualcosa di più. Perché in una città come Molfetta, dove per generazioni il mare ha significato lavoro, sacrificio, partenze, ritorni e spesso anche paura, portare la Madonna sul mare significava quasi affidare simbolicamente alla sua protezione tutta la comunità marinara.

Era la Madonna dei pescatori, dei marinai, delle famiglie che aspettavano il ritorno dei propri uomini dal mare. E forse è proprio questo il motivo per cui la Sagra a mare ha avuto, e conserva ancora oggi, una forza così particolare. La festa usciva dalla Basilica e dalle strade della città e si spostava sul mare. Il porto diventava una grande platea. Le barche addobbate a festa accompagnavano il simulacro, mentre sulle banchine si raccoglievano migliaia di persone. Una tradizione che ancora oggi rappresenta uno dei momenti più suggestivi della festa patronale molfettese.

Il porto di Molfetta nel 1967

Ed è proprio questo uno degli aspetti che rende particolarmente prezioso il filmato che proponiamo. Guardando quelle immagini, infatti, non vediamo soltanto la Madonna e la processione. Vediamo il porto. E vediamo un porto profondamente diverso da quello che conosciamo oggi. Moli affollati di imbarcazioni, pescherecci, navi e barche che restituiscono l’immagine di una Molfetta ancora fortemente proiettata verso il mare. È un documento storico dentro il documento storico. Le immagini della festa diventano così anche una testimonianza della vita portuale di quegli anni: delle dimensioni delle imbarcazioni, della loro presenza nel porto, del rapporto fisico e quotidiano che la città aveva con il suo mare. E poi c’è quel veliero che compare nelle immagini. Un dettaglio che non poteva sfuggire all’occhio di chi conosce la storia marinara della città.

Quel veliero misterioso

Secondo un nostro lettore, si tratterebbe della nave scuola “Giorgio Cini” di Venezia. L’identificazione, però, merita una precisazione. Abbiamo verificato la storia della nave scuola Giorgio Cini e c’è un problema con la data: la Guardia di Finanza, che oggi conserva quella nave nella propria flotta storica, indica infatti che fu varata l’11 febbraio 1970, dunque tre anni dopo le immagini del nostro filmato. Di conseguenza, non può trattarsi della nave scuola “Giorgio Cini” oggi conosciuta con questo nome. Resta però il veliero. Ed è proprio questo uno dei piccoli misteri che rendono ancora più affascinante questo filmato.

Quale nave era? Perché si trovava nel porto di Molfetta proprio in quei giorni? Da dove proveniva? E soprattutto: qualcuno dei nostri lettori riesce a riconoscerla? A volte sono proprio questi particolari apparentemente marginali a permettere di ricostruire un pezzo di storia che non è ancora stato raccontato.

Una città che oggi non c’è più

Guardare queste immagini significa anche confrontarsi con il tempo. Le persone che vediamo nel filmato erano uomini, donne e bambini di una Molfetta ormai lontana. Molti non ci sono più. Altri oggi sono anziani e forse, guardando quelle immagini, potrebbero riconoscersi giovani tra la folla. Ci sono volti che scorrono per pochi secondi e che probabilmente nessuno avrebbe mai pensato potessero diventare, un giorno, testimonianze della storia della propria città. È questo il valore più bello degli archivi audiovisivi. Una fotografia conserva un istante. Un filmato conserva anche il movimento, i gesti, la folla, le imbarcazioni, le strade, l’atmosfera. E soprattutto conserva qualcosa che con il tempo rischiamo di perdere: il modo in cui eravamo.

La Festa, allora, era davvero una festa

Forse oggi facciamo fatica a comprendere fino in fondo cosa significasse aspettare un appuntamento per un anno intero. Oggi abbiamo tutto, continuamente. Allora no. La Festa arrivava una volta l’anno e proprio per questo sembrava più grande. Le luminarie avevano un altro effetto. Le giostre sembravano enormi. Le bancarelle erano una piccola meraviglia. Una passeggiata tra la folla poteva diventare un ricordo. E quando arrivava l’8 settembre, Molfetta sembrava appartenere a tutti. La città usciva nelle strade. Il porto si riempiva. Le barche si adornavano. La banda suonava. La gente si accalcava sulle banchine. E la Madonna prendeva il mare.

Era una festa religiosa, ma anche una festa della comunità. Una città intera che, almeno per qualche giorno, si riconosceva nella propria storia, nelle proprie tradizioni e nel proprio mare. Forse è questo che ci emoziona maggiormente rivedendo oggi quelle immagini. Non soltanto la Madonna. Non soltanto la processione. Non soltanto il porto. Ma Molfetta.Una Molfetta che non esiste più nella stessa forma, ma che continua a vivere nella memoria di chi l’ha conosciuta.

Un regalo alla memoria di tutti

Per questo abbiamo voluto riproporre sul nostro magazine questo filmato. È un piccolo regalo di memoria per chi c’era e per chi non c’era ancora. Per i molfettesi che ricordano quelle feste e per quelli che ne hanno soltanto sentito parlare dai propri genitori o dai propri nonni. Un documento che ci permette di tornare, per qualche minuto, a quel lontano 8 settembre 1967, quando il porto era pieno di navi, il mare diventava teatro della Sagra e la città viveva la sua festa più amata.

Ringraziamo Lazzaro Rino Sciancalepore, a nome di tutti i nostri lettori, per aver condiviso questo bellissimo documento e per aver contribuito a restituire alla memoria collettiva una pagina così preziosa della storia di Molfetta. E adesso lasciamo parlare le immagini. Perché alcune volte, per ricordare davvero, non serve raccontare il passato. Basta guardarlo.

Buona visione.

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