C’erano una volta i “circoli”, quanti ricordi…


Negli anni ’80, Molfetta era una miniera di circoli, che col tempo sono progressivamente scomparsi. Nuove mode, nuovi locali di intrattenimento e una società più complessa si stavano progressivamente affermando. Dall’album dei ricordi di Angelo Boccanegra
Festa al Circolo Albatros di Molfetta, anni ’80. Di Angelo Boccanegra

Con l’arrivo dell’autunno, quando a Molfetta mancavano locali di intrattenimento, noi ragazzi del “muretto” cercavamo un luogo dove stare insieme al riparo durante le lunghe sere invernali. Così già verso la fine di settembre, cominciavamo con la ricerca di qualche “locale” che poteva ospitarci. Il requisito principale che il locale doveva avere era quello del fitto “abbordabile” per le nostre tasche.

Una volta individuato il locale e strappato senza tanti formalismi un buon canone al padrone per i mesi invernali, si procedeva all’arredamento in una maniera molto semplice: ognuno portava da casa qualcosa di utile, dalle sedie ai mobili usati. Riciclavamo soprattutto divani, tavoli e televisore che il più delle volte funzionava ad un solo canale.

Generalmente in passato, quando si costituiva un circolo, i fondatori del gruppo procedevano all’iscrizione dei soci che mensilmente dovevano versare la quota per le spese mensili e all’approvazione dello statuto del circolo, in realtà poche regole, facili da rispettare, come i turni di pulizia. Tutto avveniva in maniera molto semplice, spartana, l’operazione non era affatto complicata.

La durata di molti circoli si è spesso protratta per parecchio tempo, ben più di una sola stagione o qualche anno. Molti erano in passato i ragazzi interessati a fruire di un punto di incontro serale perché a Molfetta, fino a qualche decennio fa, non esistevano i locali che oggi invece sono diffusissimi, come i pub o le caffetterie. Diciamola tutta, non esisteva praticamente nulla, a parte i bar e qualche pizzeria.

Con il passare dei mesi il circolo prendeva vita e diventava sempre più accogliente. Molfetta, dai primi anni Settanta, ma forse già da qualche anno prima, iniziò a diventare una miniera di circoli. Il periodo di “massima espansione”, inutile forse dirlo, si verificò negli anni Ottanta. I nomi spesso erano davvero fantasiosi e rispecchiavano anche il grande dinamismo degli organizzatori. Un elenco completo di tutti i circoli che iniziarono ad aprirsi a Molfetta dai primi anni Settanta è davvero difficile, ma io ci ho provato: Acquario, Albatros (di cui facevo parte), Aliante, Amici della Panchina, Arco, Atlandide, Azzurro, Base 31 (che organizzava il famoso “Presepe Vivente” al Pulo), Black Beatles, Black Dog, Boomerang, Circolo degli Amici, Circolo Calace, Club 83, Club 84, Circolo King, CTG, Mercury, Lo Zodiaco, Free Time, Sestante (che rinverdì la tradizione della Santa Allegrezza per le strade ed il relativo concorso presso il Duomo), Incontro, FoxtrotOld Friends, Quadrifoglio, Royal Eagles, Zozos, Scarpantibus, Happy Club 2000, Newpeople, Pineapple, Tropical, Levante, Odissea, Punto Fermo, Bachelors Free, Era 80, Fenomena, Old Stones, Topsy, Anno Zero, Il Gruppo, Din Lover, Denebola, Medusa, Nuova Epoca, Sistema Solare, Confronto, Phenomena, Black Beatles, Free Time, Lo Scorpione, Underground, Circolo Basket, Circolo Calace, Gli Amici del Palo, Deep Purple, Old Stones, Ippocampo ecc. … (se ne ho dimenticato qualcuno, fatemelo sapere e magari inviate anche qualche foto).

Ci si ritrovava in questi locali quasi tutte le sere, si giocava a carte, a ping pong, si organizzavano scampagnate, tornei di calcio che si disputavano alla Pineta o ai campi di San Giuseppe, e si organizzavano quasi sempre il sabato serate di ballo. La stanza più ampia del circolo diventava la nostra discoteca dopo averla svuotata dal mobilio riciclato. Con un po’ di luci colorate, qualche sedia e un giradischi traballante il gioco era fatto! Naturalmente venivano invitati i soci di altri circoli che poi ricambiavano l’invito. Lo scopo era anche quello di conoscere altri ragazzi e ragazze della nostra stessa età. Così nascevano spesso nuove amicizie, alcune delle quali durano ancora oggi. Così sono nati fidanzamenti che in molti casi sono poi sfociati in matrimoni ma anche, bisogna dirlo, in cocenti delusioni.

Si formò poi anche un coordinamento cittadino delle varie attività, denominato: “Comitato Intercircoli”. Durante la settimana le serate passavano allegramente, si discuteva di tutto: politica, sport, lavoro, scuola, fidanzamenti e matrimoni. I mesi invernali così trascorrevano più velocemente.

Queste belle realtà, con il passare degli anni, sono andate progressivamente scomparendo e pian piano i circoli sono stati chiusi. Nuove mode, nuovi locali, una società più complessa andava progressivamente imponendosi con tutti i suoi pro e contro.

Non tutto è andato perso, però. Il nostro passato è così lontano, ma a volte anche così vicino. È stata bella la “rimpatriata” del circolo Albatros, del quale facevo parte, organizzata non molto tempo fa da alcuni soci. È stato bellissimo ritrovare i miei vecchi amici di gioventù, rivederli un po’ cambiati, con i capelli bianchi. È stato bello stare ancora insieme a loro, con mogli e figli al seguito, rivivere quella sana e semplice allegria della nostra gioventù. Certo, non è mancato neanche un pizzico di tristezza ricordando gli amici che ci hanno lasciato in anticipo, ma il loro ricordo è sempre vivo in noi.

Saluto tutti gli amici dell’Albatros… e grazie. La foto, scattata forse nel 1985 (anno più anno meno), ritrae alcuni componenti del Circolo Albatros che, nel periodo di sua massima espansione, era formato da quasi 150 soci.

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