Ricordate i mitici Vestro e Postalmarket? Quanti ricordi…


Cataloghi di acquisti per corrispondenza, mezzi di aggiornamento su quello che all’epoca passava per moda. Sfogliarne ora uno, trovato per caso in ripostiglio, significa aprire una capsula del tempo. Racconto di Angelo Boccanegra
Nel 1960 nasce Postalmarket, nel 1961 nasce La Base, nel 1962 Vestro, nel 1964 C.I.A. Compagnia Internazionale Abbigliamento. Il periodo è fecondo, la ricostruzione ha portato con sé il boom economico, eppure la peculiarità del tessuto economico italiano, ancora molto arcaico, agricolo in un certo senso “pre-bellico” fa sì che la nascita e lo sviluppo della vendita a distanza in Italia non sia fondata sul bisogno, ma generi il bisogno. Il Paese era in forte crescita e la presentazione dei ricchi assortimenti di articoli del catalogo despecializzato crea il bisogno di oggetti di cui il compratore italiano medio allora non aveva neppure conoscenza. Come portare un bimbo in un negozio di dolciumi.

Sicuramente questo mio racconto farà ritornare alla mente, soprattutto alle donne, tanti ricordi e, come sempre accade in questi casi, anche un po’ di nostalgia per i bei tempi andati. Se pensate allo shopping da casa e il vostro primo impulso è quello di alzare la cornetta del telefono, piuttosto che collegarvi a internet, non preoccupatevi, non sentitevi vecchi, non crucciatevi: siete tra quelli come me che hanno vissuto la loro infanzia in quel periodo indimenticabile a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta.

Oggi molti si sono abituati allo shopping virtuale, per i loro acquisti distanza, prassi ben consolidata nella nostra quotidianità, ma come si facevamo gli acquisti da casa prima dell’avvento dell’era digitale? In una maniera semplicissima: con i cataloghi, le consegne a domicilio e gli ordini via telefono.

Per me, che sono un vero nostalgico (inutile negarlo), probabilmente quelli erano i tempi in cui tutto era più bello, più facile e più semplice. Sembra passata un’eternità dagli acquisti per corrispondenza e invece si tratta solo di qualche decina di anni. Sono ancora scolpite nella memoria di quelli della mia generazione quelle enormi riviste che in casa non mancavano mai e nelle quali posavano bellissime modelle e le attrici più in vista del momento.

Sto parlando di Vestro e Postalmarket, i marchi storici della vendita per corrispondenza in Italia. Tra quelle pagine, si poteva trovare davvero di tutto: capi d’abbigliamento, biancheria intima, elettrodomestici, attrezzi per bricolage, accessori per auto e prodotti di cartoleria. Per tanti anni quelle riviste hanno rappresentato una presenza importante nelle case di molti di noi.

I cataloghi arrivavano due volte l’anno nella cassetta postale di milioni di famiglie. Chi non li riceveva a casa, aveva sicuramente amici o parenti da cui li poteva sfogliare e con i quali scambiare poi consigli e suggerimenti sugli eventuali acquisti da effettuare. Erano grossi come gli elenchi telefonici di una città di medie dimensioni, tutti a colori e con le attrici famose in copertina.

Postalmarket con le sue sei-settecento pagine stipate di oggetti di ogni tipo era il catalogo più ricco, il più scintillante, il numero uno. A volte gli ordini erano cumulativi, e si divideva poi la spesa all’insaputa dei genitori, per accaparrarsi al miglior prezzo il pezzo più desiderato o quello che faceva più tendenza. Certo, era davvero una bella impresa quel genere di shopping da casa perché, diciamocelo chiaramente, la difficoltà di comprare qualcosa facendosene una vaga idea solo tramite fotografie e senza prendere dei bidoni clamorosi, era davvero un’impresa da super eroi. Le foto, a quei tempi, non erano quelle di oggi, ad alta definizione.

Postalmarket nasce nel 1959 da un’idea dell’imprenditrice milanese Anna Bonomi Bolchini, che importa in Italia il modello statunitense della vendita per catalogo. L’azienda cresce negli anni sessanta e settanta, dando la possibilità a molti italiani di accedere ai prodotti reclamizzati da Carosello, difficilmente reperibili specie nei piccoli centri di provincia.

Non esistevano però le truffe sugli acquisti con la carta di credito, il terrore di vedersi azzerato l’intero plafond della carta da un sito pirata. Non esistevano ancora le carte di credito e tutti quei meccanismi di pagamento a cui oggi siamo abituati, molto agevoli ma, bisogna dirlo, anche molto pericolosi, se non si sta attenti. E questo spiega anche il recente proliferare delle carte ricaricabili. Oggi, infatti, conviene caricare la carta solo di quanto basta per fare il singolo acquisto, male che vada, rischiamo solo di perdere il costo del singolo prodotto che non vedremo mai arrivare a casa. Noi però, quei tempi, avevamo la garanzia del “soddisfatti o rimborsati” che ci permetteva, tutto sommato, di stare molto tranquilli sapendo che avremmo ricevuto il rimborso in caso di insoddisfazione verso il prodotto.

Adesso tutto è meno romantico, siamo abituati ad Amazon, Zalando, Ebay, Alibaba e ad altri siti on-line… o a recarci ai centri commerciali per lo shopping, prassi oramai consolidata della nostra quotidianità. Niente a che vedere con il romantico sfogliare di quei cataloghi tra amici e amiche, allo scambio di opinioni e a quel bel chiacchierare sul tipo di giacca, di pantaloni, di abiti più in voga in quel momento.

Inutile forse aggiungere che era anche bello per le ragazze e i ragazzi di allora, vedere i modelli e le modelle, miti e sogni di una giovinezza ormai volata via. Sembra sia passato un secolo da quel bellissimo periodo, e invece si tratta solo di qualche decina d’anni fa.

- / 5
Grazie per aver votato!
Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.