Vendeva aromi e spezie, ma soprattutto uova, di tutte le taglie, le più genuine e fresche del paese (così si diceva) a chi non aveva le proprie galline ovaiole praticamente in casa. Da un racconto di Angelo Boccanegra

I molfettesi sono ancorati alle tradizioni ma anche ai ricordi di persone e personaggi del passato che i più grandi ricordano ancora con affetto. Tra questi c’era il mitico “Giovanni delle uova” (in vernacolo: “Gevènne de re d’aove”).
Di tempo ne è passato certamente, ma non così tanto da perdere completamente la memoria di questo famosissimo personaggio molfettese, venditore ambulante di uova, frutta secca e spezie in genere. Si trovava spesso in via Annunziata con la sua bancarella vicino alla sua abitazione.
Tante erano le massaie che fino agli Settanta si recavano dal mitico “Giovanni delle uova” per scegliere le spezie più adeguate a insaporire i propri pasti, soprattutto in prossimità delle feste.
“Giovanni delle uova” vendeva aromi, spezie, ma soprattutto uova, di tutte le taglie, le più genuine e fresche del paese (così si diceva) soprattutto a chi non aveva le proprie galline ovaiole praticamente in casa. In passato, infatti, chi aveva la possibilità, produceva in proprio, ogni giorno, qualche uovo fresco grazie a qualche gallina allevata nell’atrio di casa. Tanti erano i molfettesi che una volta abitavano in bassi che oltre ad avere l’accesso principale sulla strada, avevano anche un piccolo spazio all’aperto all’interno dei vecchi palazzi al quale si accedeva dall’ultima stanza della “casa a piano terreno” che solitamente era la camera da letto.
Bei ricordi, di un passato fatto di cose semplici e genuine, ma anche ricco di personaggi molto popolari in una città completamente diversa da quella di oggi, meno evoluta, meno emancipata sotto molteplici aspetti, ma per me più vivibile e bella rispetto a quello che viviamo oggi.








