Molfetta racconta: “la féste dù cheltreìdde”


Chissà quando è nata a Molfetta questa singolare tradizione scomparsa oramai da parecchi anni. Di Angelo Boccanegra
Una festa incocepibile oggi ma in passato obbligatoria per gli sposi molfettesi.

Ricordi del passato, anni Sessanta del secolo scorso, quando era ancora d’uso, prima del matrimonio, a casa della sposa, “enghiaje u metaràzze” e “u cheltreìdde” (foderare il materasso e una corposa coperta invernale). Il primo sei mesi prima, il secondo alcune settimane prima delle nozze, con invitati al seguito.

Il rito della cucitura di questa pesante trapunta avveniva generalmente due settimane prima del matrimonio a casa della sposa. Si celebrava una vera e propria festa, la cosiddetta “féste dù cheltreìdde”, durante la quale questa pesante trapunta veniva riempita di bambagia prima di essere cucita da mani sapienti e esperte.

All’interno della trapunta, si inserivano le figurine di S. Anna, S. Antonio, S. Giuseppe, Santi Medici o altri Santi a giudizio delle “addette ai lavori”. I santini inseriti all’interno dell’imbottito, prima della sua cucitura definitiva, secondo le credenze dell’epoca, avrebbero dovuto vegliare in futuro sulla nuova famiglia, ma erano anche di buon auspicio per le coppie prossime alle nozze.

Verso la fine della cucitura “dù cheltrìdde”, effettuato da abili signore, sempre in un clima festoso, quasi euforico, venivano offerti agli invitati confetti, cioccolate e, dulcis in fundo, “u quartìne”, il tradizionale gelato molfettese, un concentrato golosissimo di stracciatella, nocciola e cioccolato, ma anche di pan di spagna ricca d’essenza. Poi, non poteva e non doveva mancare il bicchiere “du’ rosolie” (a volte più d’uno, soprattutto per gli uomini).

Il fidanzato pagava l’orchestra, mentre la famiglia della fidanzata pagava la festa che spesso, soprattutto negli anni del boom economico, si svolgeva in una delle sale ricevimenti dell’epoca, più spartane di quelle di oggi, ma sicuramente più attrezzate rispetto alle case di un tempo. Alla fidanzata rimanevano i regali, in massima parte oggetti utili per la casa.

Oggi, questa festa prematrimoniale è stata de facto soppiantata dalla “lista nozze”. La classica “busta”, con i soldi dentro, veniva regalata ai novelli sposi prima dell’inizio della festa matrimoniale, cosa che avviene ancora oggi.

Chissà quando è nata questa singolare tradizione scomparsa oramai da tempo. Per tanti di noi oggi sarebbe inutile celebrare questa questa “festa della coperta”. Restano però i bei ricordi di quei tempi andati, quando le cose si facevano perché si dovevano fare e nessuno andava a caccia di inutili (per l’epoca) “perché”.

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