Il 22 Maggio 2016 tanti molfettesi vissero un evento straordinario che riportiamo alla memoria anche grazie al bellissimo reportage fotografico di Maria Cappelluti

Difficile descrivere con le parole le emozioni, le sensazioni, il pathos di un evento straordinario come quello vissuto cinque anni fa da tutti i Molfettesi sparsi nel mondo.
Il 22 maggio 2016, l’Arciconfraternita della Morte dal Sacco nero di Molfetta ripropose a Roma uno dei più suggestivi e seguiti riti pasquali della Puglia: la processione della “Pietà” del Sabato Santo.
Fu bellissima la processione delle Pietà dalla Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini sino a Piazza San Pietro, solcando via della Conciliazione. Emozionante l’Angelus del Papa e il suo saluto ai Molfettesi. Da brividi poi l’entrata nella grandiosa Basilica di San Pietro, della Pietà, dei suoi confratelli, dei suoi fedeli, passando sotto la Porta Santa. E ancora, la sosta nel grande tempio della cristianità prima della “ritirata romana”, la processione del rientro del simulacro alla Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini.
Difficile descrivere l’emozione anche di chi è stato costretto a vivere da casa questo evento straordinario, guardando le innumerevoli foto e le varie dirette dell’evento, con orgoglio, intensità emotiva, ma grande sofferenza per non aver potuto partecipare direttamente ad uno di quegli eventi che possono accadere solo una volta, non in una vita fatta di anni, ma in un lungo periodo storico fatto di secoli.
Foto spettacolari ci giunsero in quel giorno memorabile. Immagini bellissime ed esclusive, con Castel Sant’Angelo, via della Conciliazione, il Cupolone di San Pietro e la Porta Santa a fare da sfondo ad una bellissima processione che destò tanto stupore tra i pellegrini e i turisti che quel giorno affollavano Ponte Sant’Angelo, via della Conciliazione e Piazza San Pietro. Foto che ancora oggi trasmettono forti sensazioni non solo visive, ma interiori.
L’arrivo della Pietà nella capitale avvenne sabato 21 maggio, presso la Basilica di San Giovanni dei Fiorentini. Dalla stessa basilica il giorno successivo, domenica 22 maggio, dopo la messa delle ore 8.00, e l’intonazione del Vexilla, ebbe inizio la lunga processione che condusse la statua in piazza San Pietro per l’Angelus del Papa e l’incontro con le altre confraternite e i fedeli. “Un saluto alla Confraternita di Molfetta e ai pellegrini” disse allora Papa Francesco, durante l’Angelus, mentre su Rai 1 veniva inquadrata quel mix inscindibile di arte e di devozione religiosa che è la Pietà di Molfetta, sorretta dai confratelli dell’Arciconfraternita dal Sacco Nero e circondata dalle pie donne.

L’Arciconfraternita della Morte dal Sacco nero di Molfetta volle così vivere in maniera singolare il Giubileo della Misericordia. La processione venne aperta da un quartetto di musicanti (la cosiddetta bassa musica) che eseguì in maniera malinconica e ripetitiva quella nenia tanto cara ai molfettesi detta “Il Pianto di Maria”. Il corpo centrale della Processione, come da tradizione, fu rappresentato dai confratelli incolonnati, tutti in abito di rito, che fecero da ali al Simulacro della Pietà. La bellissima statua, la più importante tra quelle che sfilano nella tradizionale processione del Sabato Santo a Molfetta, fu portata portata a spalla da quattro confratelli e scortata da quattro carabinieri in alta uniforme; al suo seguito il baldacchino a otto aste, l’Amministrazione e il “Gran complesso bandistico Francesco Peruzzi Città di Molfetta” composto da 50 elementi, che eseguì lungo tutto il percorso le solenni marce funebri.
La suggestiva processione partì dalla Basilica di San Giovanni dei Fiorentini e passando dal ponte di Castel Sant’Angelo e da Via della Conciliazione, si raccolse in preghiera in Piazza San Pietro dove Papa Francesco avrebbe recitato l’Angelus. A seguire ci fu l’attraversamento della Porta Santa di tutta la processione, ivi compreso il Sacro Simulacro. Il rientro della Pietà in San Giovanni dei Fiorentini avvenne seguendo a ritroso lo stesso percorso dell’andata intorno alle 16.
L’Arciconfraternita Madonna del Pianto, sotto il titolo della Morte dal Sacco Nero, viene fondata il 26 aprile 1613 e subito è aggregata all’Arciconfraternita romana di cui i confratelli adottarono il sacco “nigri coloris ed imagine super humero sinistro”. La sua storia è legata dapprima alla sepoltura dei defunti “per amor di Dio” e quindi al culto per la Beata Vergine Maria. L’Arciconfraternita persegue fini di religione e di culto e non ha scopi di lucro e conta attualmente oltre un migliaio di confratelli effettivi; ha sede in Molfetta presso la Chiesa di Santa Maria Consolatrice degli Afflitti, popolarmente nota come Chiesa del Purgatorio.
Roma, 22 maggio 2016, una data memorabile. E sono già trascorsi cinque anni come un veloce alito di vento.
La Pietà di Molfetta a Roma
Reportage fotografico di Maria Cappelluti
(E’ possibile visualizzare le foto automaticamente in lightbox con un clic).







































