E se anche le buche a Molfetta diventassero opere d’arte?


Ememem, uno street artist francese, ha avuto l’idea, con la sua particolare tecnica, non solo di riempire i fastidiosi fossi delle città, ma di trasformare le buche stradali in opere d’arte. Forse è il caso di invitarlo a Molfetta
Ememem, l’artista che trasforma le buche in opere d’arte.

L’Amministrazione – o chi per essa – dopo aver invitato a Molfetta Take, il giapponese che raccoglie rifiuti per strada, avrebbe dovuto invitare anche Ememem, lo street artist francese che trasforma le buche stradali in opere d’arte. A Molfetta, non ci sono solo gli incivili da contrastare ma anche tante, tantissime buche stradali da riparare. L’invito, purtroppo, ad Ememem non è stato spedito. Eppure avrebbe avuto solo l’imbarazzo della scelta tra le migliaia di buche stradali che ci sono a Molfetta.

Se la città deve diventare un museo a cielo aperto, almeno secondo le intenzioni dell’Amministrazione, a questo punto perché non far trasformare dall’artista francese qualche “cratere comunale” in opera d’arte? Ce ne sono tanti a Molfetta, Ememem avrebbe solo l’imbarazzo della scelta. Non possiamo avere la pretesa che tutte le buche di Molfetta vengano tutte trasformate in opere d’arte, sono tantissime e ci vorrebbe un esercito di artisti per farlo, ma qualche buca si poteva, per così dire, “impreziosire”. Se lo studente giapponese, balzato agli onori della cronaca per il suo impegno nella pulizia del centro storico di Napoli dalla cicche di sigarette, “andava bene” per raccogliere qualche carta da terra anche a Molfetta, perché non è stato invitato anche l’artista francese per “valorizzare” qualche buca comunale? Oltre ai monumenti e alle sculture che presto andranno a valorizzare ulteriormente un tratto di Corso Umberto, sarebbe stato bello vedere trasformata qualche “voragine” comunale in opera d’arte.

Le buche diventano opere d’arte: mosaici e maioliche al posto dell’asfalto. Terracina. Fonte web: il Caffè Tv

La tecnica dell’artista francese, che ha avuto questa brillante idea, ricorda molto quella giapponese del Kintsugi, l’arte di riparare oggetti danneggiati con metalli preziosi, ma Ememem, street artist francese, considerato da molti uno degli eredi di Bansky, non la applica alle cose, ma alla strada. E non a caso ha tratto la sua ispirazione da un vaso d’argilla della sua infanzia. Ememem agisce lì dove l’amministrazione comunale fallisce.

La sua street art, molto simile ad un intervento di land art, ripara le buche stradali trasformandole in capolavori di arte. In giro per il mondo, Ememem trasforma buche e squarci in opere d’arte, piastrellando e colorando, tra mosaici e fantasia i vuoti lasciati dal tempo e dall’incuria.

Anche in Italia si possono trovare alcune sue realizzazioni. Ha cominciato con le sue opere nel 2016, da un marciapiede di Lione. Adesso se ne va in giro per il mondo realizzando le sue bellissime toppe a colori durante manifestazioni artistiche oppure in incognito, lontano dalla luce dei riflettori. Le sue realizzazioni vengono chiamate “flackings”, danno colore e luce alle buche che si creano nelle nostre città e sono davvero un bel vedere. Ememem posiziona la sua coloratissima arte orizzontale con un gioco di toni a cui è impossibile restare indifferente. I suoi mosaici sono perfettamente sagomati in linea con il profilo della strada o del marciapiede ma sempre dal contrasto cromatico netto.

Una bella idea no?

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