Il San Giovanni Battista di Nicola Porta torna a splendere: continua il recupero del patrimonio della Chiesa di San Pietro


La presentazione dell’ovale settecentesco restaurato grazie al contributo di AICCOS rappresenta una nuova tappa del progetto di recupero delle tele del presbiterio. Un’occasione per riscoprire Nicola Porta, tra i principali pittori molfettesi del Settecento.
Il restauro dell’ovale di San Giovanni Battista sarà presentato alla città sabato 11 luglio nella chiesa di San Pietro. L’intervento, sostenuto da AICCOS, rappresenta una nuova tappa del recupero del patrimonio artistico del presbiterio.

Ci sono restauri che restituiscono semplicemente un’opera alla sua bellezza originaria e altri che, invece, raccontano una storia più ampia. È il caso dell’ovale raffigurante San Giovanni Battista, dipinto nel Settecento dal pittore molfettese Nicola Porta, allievo di Corrado Giaquinto, che torna ad essere ammirato nella chiesa di San Pietro dopo un intervento conservativo che rappresenta un ulteriore tassello di un progetto di valorizzazione del patrimonio artistico custodito nel presbiterio.

La presentazione ufficiale del restauro è in programma sabato 11 luglio alle 20.15 nella stessa chiesa di San Pietro, ma l’appuntamento assume un valore che va oltre la semplice restituzione di un dipinto. L’intervento si inserisce infatti in un percorso avviato negli ultimi mesi per recuperare alcune delle opere più significative della chiesa, tra cui la grande pala d’altare dedicata alla Madonna con il Bambino tra i santi fondatori dell’Ordine Benedettino e gli altri ovali che completano il ciclo pittorico.

Il restauro del San Giovanni Battista è stato interamente sostenuto dalla onlus AICCOS, che ha scelto di contribuire concretamente alla conservazione di un bene storico e artistico profondamente legato all’identità cittadina. Un gesto che si lega anche al ricordo di don Gino Samarelli, sacerdote che della chiesa di San Pietro fu rettore e che, nel corso degli anni, ne fece uno spazio vivo non soltanto dal punto di vista religioso, ma anche culturale, promuovendo iniziative musicali, artistiche e momenti di incontro.

«AICCOS ha scelto di sostenere il restauro delle tele di San Pietro nella convinzione che prendersi cura delle persone significhi anche custodire i luoghi, la storia e il patrimonio culturale che danno identità alla nostra comunità. È un piccolo contributo per valorizzare un bene che appartiene a tutti», sottolinea la presidente Mariligia Paparella, spiegando le ragioni che hanno portato l’associazione a finanziare l’intervento.

La scelta di restaurare le tele del presbiterio non risponde soltanto a un’esigenza conservativa. Le opere costituiscono infatti parte integrante della storia della chiesa di San Pietro e testimoniano una stagione artistica importante per Molfetta, nella quale operò Nicola Porta, tra i più significativi interpreti locali della pittura settecentesca e diretto allievo di Corrado Giaquinto. Restituire leggibilità ai suoi dipinti significa consentire ai fedeli e agli studiosi di riscoprirne i valori artistici, ma anche ricomporre il racconto storico di uno degli edifici religiosi più rappresentativi del centro antico.

Il progetto di recupero coinvolge anche la Fondazione Museo Diocesano, impegnata nella raccolta fondi necessaria a finanziare il restauro delle altre opere, e si intreccia con le iniziative culturali promosse da Laura Binetti attraverso il progetto “Germogli. Talee musicali”, confermando una visione nella quale arte, musica e tutela del patrimonio diventano strumenti di partecipazione e valorizzazione della memoria collettiva.

Durante la serata di presentazione interverranno la restauratrice Annamaria Chiapparino, che ha eseguito l’intervento conservativo, don Pasquale Rubini, rettore della chiesa di San Pietro, Biagio Stoia, priore della Confraternita di Maria Santissima del Carmelo, la presidente di AICCOS Mariligia Paparella e don Angelo Mazzone, presidente della Fondazione Museo Diocesano. A moderare l’incontro sarà Lucrezia Modugno, della cooperativa FeArT.

Più che il punto di arrivo di un singolo restauro, la restituzione del San Giovanni Battista rappresenta così una tappa di un percorso più ampio: quello che punta a riconsegnare alla città un patrimonio artistico che non appartiene soltanto alla storia della chiesa di San Pietro, ma all’identità culturale dell’intera comunità.

Prima e dopo il restauro: il confronto restituisce l’efficacia dell’intervento conservativo sull’ovale di San Giovanni Battista di Nicola Porta, riportando alla luce la luminosità della tavolozza, la profondità cromatica e la qualità pittorica dell’opera settecentesca.

Il restauro offre anche l’occasione per riscoprire la figura di Nicola Porta (1710-1784), tra i più importanti pittori molfettesi del XVIII secolo e protagonista di quella stagione artistica che vide la Puglia dialogare con i grandi centri della pittura italiana. Formatosi nella bottega di famiglia e poi a Roma accanto a Corrado Giaquinto, del quale fu tra gli allievi più fedeli, Porta contribuì a diffondere in Terra di Bari il linguaggio del maestro, caratterizzato da una tavolozza luminosa, da una raffinata eleganza compositiva e da un’intensa spiritualità delle figure. Le sue opere sono oggi conservate in numerose chiese della diocesi e dell’intera regione, da Molfetta ad Altamura, da Bitonto ad Andria, testimoniando una produzione artistica vasta e ancora in parte da valorizzare. Il recupero del San Giovanni Battista non rappresenta quindi soltanto un intervento conservativo, ma restituisce visibilità a un artista che ha contribuito in maniera significativa alla definizione dell’identità figurativa della Puglia settecentesca e che continua a raccontare, attraverso le sue tele, il legame tra arte, fede e storia del territorio.

Non solo la presentazione di un’opera restaurata, ma il racconto di una collaborazione che ha coinvolto competenze tecniche, istituzioni ecclesiastiche e realtà associative impegnate nella tutela del patrimonio artistico cittadino.
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