Il culto di Maria Santissima Addolorata a Molfetta


Una splendida Madonna Addolorata si venera a Molfetta nella Chiesa di Santa Maria Consolatrice degli Afflitti, detta “del Purgatorio”. Sembra che pianga davvero, non è un miracolo mistico ma è sicuramente un miracolo di arte sacra
L’arte, la sacralità, la tradizione… in un unicum inscindibile in questa suggestiva immagine. La processione dell’Addolorata, un rito antico che si perpetua da secoli a Molfetta, ogni anno, nel Venerdì di Passione che precede la Domenica delle Palme. Ph. Corrado de Pinto

Maria Addolorata, in latino Mater Dolorosa, è un titolo con cui viene molte volte chiamata ed invocata dai cristiani Maria, la madre di Gesù. Il titolo si basa su alcuni momenti della vita di Maria descritti nei Vangeli dove si parla della presenza di Maria Vergine sul Calvario.

La devozione alla Mater Dolorosa, molto diffusa soprattutto nei Paesi del Mediterraneo, si sviluppa a partire dalla fine dell’XI secolo, anticipando la celebrazione liturgica, istituita più tardi. Il “Liber de passione Christi et dolore et planctu Matris eius” di autore ignoto (erroneamente attribuito a S. Bernardo), costituisce l’inizio di una letteratura, che porta alla composizione in varie lingue del “Pianto della Vergine”. Testimonianza di questa devozione è il popolarissimo Stabat Mater in latino, attribuito a Jacopone da Todi, il quale compose in lingua volgare anche le famose “Laudi”; da questa devozione ebbe origine la festa dei “Sette Dolori di Maria Santissima”.

Nel secolo XV si ebbero le prime celebrazioni liturgiche sulla “compassione di Maria” ai piedi della Croce, collocate nel tempo di Passione. A metà del secolo XIII, nel 1233, sorse a Firenze l’Ordine dei frati “Servi di Maria”, fondato dai Ss. Sette Fondatori e ispirato dalla Vergine. L’Ordine che già nel nome si qualificava per la devozione alla Madre di Dio, si distinse nei secoli per l’intensa venerazione e la diffusione del culto dell’Addolorata; il 9 giugno del 1668, la Sacra Congregazione dei Riti permetteva all’Ordine di celebrare la Messa votiva dei sette Dolori della Beata Vergine, facendo menzione nel decreto che i Frati dei Servi, portavano l’abito nero in memoria della vedovanza di Maria e dei dolori che essa sostenne nella passione del Figlio.

Successivamente, papa Innocenzo XII, il 9 agosto 1692 autorizzò la celebrazione dei Sette Dolori della Beata Vergine la terza domenica di settembre. Ma la celebrazione ebbe ancora delle tappe, man mano che il culto si diffondeva; il 18 agosto 1714 la Sacra Congregazione approvò una celebrazione dei Sette Dolori di Maria, il venerdì precedente la Domenica delle Palme e papa Pio VII, il 18 settembre 1814 estese la festa liturgica della terza domenica di settembre a tutta la Chiesa, con inserimento nel calendario romano. Infine papa Pio X (1904-1914), fissò la data definitiva del 15 settembre, subito dopo la celebrazione dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), con memoria non più dei “Sette Dolori”, ma più opportunamente come “Beata Vergine Maria Addolorata”.

Fede, sacralità, tradizione e pathos nel solco immutabile del tempo. Bellissimo questo scatto senza tempo. Molfetta, Piazza Immacolata. Processione dell’Addolorata. Ph. Corrado de Pinto

In certe località queste processioni, che nel Medioevo diedero luogo anche a rappresentazioni sacre dette “Misteri”, assumono un’imponenza di partecipazione popolare, da costituire oggi un’attrattiva oltre che devozionale e penitenziale, anche turistica e folcloristica, come la grande processione barocca di Siviglia.

La memoria della Vergine Addolorata nella liturgia cattolica richiama i fedeli a meditare il momento decisivo della storia della salvezza e a venerare la Madre associata alla Passione del Figlio e vicina a lui innalzato sulla croce.

A Molfetta il culto dell’Addolorata è legato essenzialmente al periodo quaresimale e alla Settimana Santa. Le celebrazioni dei Dolori di Maria si svolgono con la funzione del Settenario, dal penultimo venerdì all’ultimo giovedì di Quaresima in tutte le chiese cittadine. Per l’occasione ogni chiesa prepara il proprio simulacro dell’Addolorata.

Le celebrazioni più seguite e più care ai molfettesi, sono quelle che si svolgono nella chiesa di Santa Maria Consolatrice degli Afflitti, detta “del Purgatorio”, nella quale viene esposta la statua che andrà in processione il venerdì di Passione. Le funzioni sono curate dall’Arciconfraternita della Morte, fondata nel 1613, caratterizzata dal tradizionale sacco nero e con l’effigie del teschio con ossa incrociate.

Alle ore 15,30 del venerdì di Passione prende il via la processione dell’Addolorata dalla chiesa del Purgatorio, accompagnata da due ali di confratelli recanti dei ceri e con in sottofondo le note delle marce funebri composte da autori locali.

L’attuale statua dell’Addolorata fu plasmata dallo scultore Giulio Cozzoli nel 1957 e fu portata in processione il venerdì di passione del 1958 ma lo scultore non potette vederla perché morì il 15 febbraio del 1957. Rifinita dal nipote dello scultore, Maurangelo Cozzoli, raffigura la Vergine con gli occhi rivolti al cielo, in uno sguardo supplichevole, impietrita dal dolore, ai piedi della croce, dalla quale pende la sindone disposta sul braccio corto in modo da formare una “M”.

Sono visibili unicamente il volto, coperto da un lungo velo nero, le mani allargate in segno di sconforto, e i piedi. L’artista ha preso spunto dalla vecchia statua settecentesca portata fino ad allora in processione. Non mancano le effigie tradizionali quali il pugnale nel petto, il fazzoletto bianco tenuto in mano e lo stellario. Dopo otto ore lungo le vie della città, verso mezzanotte la processione ha termine. Il 15 settembre si svolge il tradizionale Settenario in onore della Vergine Addolorata, in cui il simulacro viene posto accanto all’altare e addobbato da fiori.

Molfetta, Maria SS. Addolorata. Foto di Corrado de Pinto

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