Stanotte non risentiremo “Il Lamento di Maria”


Annullata la tradizionale processione della Croce per rispettare le norme anti-Covid. Non sentiremo la bellissima melodia e quegli squilli di tromba nel cuore da sempre di ogni vero molfettese. La Croce, tuttavia, sarà esposta sul sagrato della Chiesa del Purgatorio
L’uscita della Croce dalla Chiesa di Santa Maria degli Afflitti (Purgatorio). Il Confratello che porta la croce è anonimo, il suo volto non è visibile, come un vero penitente. Molfetta, 28 febbraio 2017. Ph. Leonardo Piccinni

Ogni anno allo scoccare della mezzanotte tra il Martedì Grasso e il Mercoledì delle Ceneri, con l’uscita della storica croce lignea dell’Arciconfraternita della Morte dalla Chiesa del Purgatorio, inizia a Molfetta la tradizionale processione della Croce.

Quest’anno, però non sarà così. La delicata situazione sanitaria rende impossibile lo svolgimento dell’evento che dà l’avvio a Molfetta al periodo quaresimale.

La grande Croce latina di legno nero che al punto d’incrocio del braccio verticale con quello orizzontale, reca un tondo con il volto di Gesù Cristo, ancora vivente e con gli occhi aperti, la stessa che apre i cortei processionali dell’Addolorata il Venerdì di Passione e della Pietà il Sabato Santo, sarà esposta sul sagrato del Purgatorio, permettendo a tutti coloro che vorranno di fermarsi per un breve momento di preghiera“, prosegue la nota.

Non risentiremo come ogni anno “Il Lamento di Maria”, il suono secco della tromba, detto popolarmente anche il “Ti-té”; non risentiremo l’armonia tra il rullo ritmato “dù témmùre” (il tamburo), i colpi della “gréngàsce” (grancassa), il sottile suono “dù freshchétte” (il flauto), un motivo di tipo orientale, di autore ignoto, venato di struggente malinconia, che precede gli alti e bassi della tromba, il “ti-té” appunto.

Sono questi i suoni che scandiscono da sempre, per tutti i molfettesi, l’inizio della Quaresima, i suoni che aprono i grandi cortei processionali della Settimana Santa. Anticamente “u témmùrrë”, girava per le vie della città vecchia e per le stradine del paese, deserte e silenziose, in un’atmosfera surreale e ricca di patos, allo scopo di svegliare i confratelli che dovevano partecipare alle processioni.

Abbiamo compreso che anche quest’anno, non assisteremo alle nostre belle processioni della Settimana. Ci piacerebbe comunque, pur restando chiusi in casa, che quel suono prolungato della tromba, quel rullo di tamburo, intervallato dal colpo ritmico della grancassa, quella bellissima melodia di quel flauto e quegli squilli di tromba, da sempre nel cuore di ogni vero molfettese, “vagassero” in giro per la città, magari di notte, gli stessi giorni delle processioni, per rivivere interiormente la Settimana Santa, la nostra Settimana Santa.

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