Dalla riorganizzazione della riscossione ai debiti fuori bilancio, passando per le commissioni consiliari. La definizione agevolata dei tributi locali arriva in aula dopo la richiesta presentata dai consiglieri di centrodestra Adamo Logrieco e Mariangela Azzollini.

Martedì 28 luglio, alle ore 16.30, nella Sala Consiliare “Gianni Carnicella” di Palazzo Giovene, tornerà a riunirsi il Consiglio comunale di Molfetta, convocato in seduta straordinaria dal presidente Leonardo Siragusa. La seduta, come di consueto, sarà trasmessa integralmente in streaming e affronterà cinque punti che interessano sia l’organizzazione amministrativa dell’Ente sia alcuni temi di particolare rilievo per cittadini e imprese.
Tra gli argomenti più attesi figura senza dubbio quello relativo alla cosiddetta “rottamazione quinquies”, destinato ad aprire un confronto politico che potrebbe tradursi in un’importante opportunità per quanti hanno pendenze relative a tributi comunali o sanzioni.
Come ha evidenziato anche Vigilanza Civica Molfetta, rappresentata da Mimmo Favuzzi, si tratta di una seduta che presenta diversi passaggi di natura amministrativa meritevoli di attenzione, non soltanto per gli addetti ai lavori ma anche per i cittadini interessati a comprendere gli effetti concreti delle decisioni che saranno assunte dall’aula consiliare.
Il punto sulla definizione agevolata non nasce però direttamente dall’iniziativa dell’Amministrazione. L’inserimento all’ordine del giorno è infatti il risultato della richiesta avanzata dai consiglieri comunali di centrodestra Adamo Logrieco e Mariangela Azzollini, che nelle scorse settimane avevano presentato una specifica mozione impegnando sindaco e giunta ad aderire alla misura prevista dalla normativa nazionale. Successivamente lo stesso Logrieco ha annunciato che la proposta era stata accolta e calendarizzata, esprimendo l’auspicio che possa ottenere il voto favorevole dell’intero Consiglio comunale, al di là degli schieramenti politici, ritenendola una misura di buon senso a sostegno di famiglie e attività economiche.

La rottamazione quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e successivamente integrata da ulteriori interventi normativi, riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023. Per quanto riguarda i tributi comunali, tuttavia, la normativa lascia ai singoli Comuni la facoltà di decidere se recepire o meno la definizione agevolata per le proprie entrate già affidate alla riscossione. In altre parole, l’eventuale applicazione della misura a Molfetta non è automatica, ma richiede una precisa scelta politica del Consiglio comunale. Proprio per questo il dibattito in aula sarà seguito con particolare interesse, soprattutto da quanti hanno posizioni aperte relative a IMU, TARI o ad altre entrate comunali.
Tra gli altri argomenti iscritti all’ordine del giorno figura il riaffidamento dei carichi tributari all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con l’approvazione delle nuove condizioni di servizio previste dal decreto legislativo n. 110 del 2024.
Il Consiglio sarà inoltre chiamato ad approvare il regolamento per l’Albo Fornitori digitale, passaggio che si inserisce nel percorso di digitalizzazione delle procedure di affidamento previsto dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici.
All’esame dell’aula arriverà anche il riconoscimento della legittimità di un debito fuori bilancio pari a 15.767,66 euro, derivante da sentenze di condanna nei confronti dell’Ente, come previsto dall’articolo 194 del Testo Unico degli Enti Locali.
Completa l’ordine del giorno la costituzione delle Commissioni Consiliari Permanenti, organismo tutt’altro che formale. Le commissioni, infatti, svolgono funzioni consultive, propositive e di controllo sull’attività amministrativa del Comune, esaminano i provvedimenti di competenza, seguono l’andamento delle aziende partecipate e possono anche promuovere l’iscrizione di nuovi argomenti all’ordine del giorno del Consiglio.
Come osservato da Mimmo Favuzzi nel suo approfondimento, anche sotto il profilo dei tempi la procedura appare in linea con quanto avvenuto nella precedente consiliatura: nel 2017 le commissioni furono costituite circa due mesi dopo l’insediamento della giunta, mentre l’attuale Amministrazione guidata dal sindaco Manuel Minervini si è insediata il 27 giugno.
La seduta del 28 luglio rappresenterà quindi un primo banco di prova significativo per il nuovo Consiglio comunale, chiamato ad affrontare questioni tecniche ma anche scelte con ricadute concrete sulla vita amministrativa della città e, nel caso della rottamazione quinquies, sulle possibilità offerte a cittadini e imprese di regolarizzare la propria posizione nei confronti del Comune.
È opportuno, tuttavia, fare una precisazione che può aiutare a comprendere meglio la portata del provvedimento. Il termine “rottamazione” potrebbe infatti trarre in inganno chi non ha particolare dimestichezza con la normativa fiscale, inducendo a pensare che si tratti di una sorta di condono o, addirittura, della cancellazione del debito. Non è così.
La definizione agevolata, comunemente chiamata “rottamazione quinquies”, non elimina quanto dovuto dal contribuente. Il debito principale resta infatti da pagare. La misura interviene, invece, sulle somme accessorie, consentendo – nei casi previsti dalla legge e qualora il Comune decida di aderire – di estinguere il debito con condizioni più favorevoli rispetto alla riscossione ordinaria. In sostanza, il contribuente può beneficiare dell’abbattimento di sanzioni, interessi di mora e di altri oneri accessori, versando il capitale dovuto e le spese eventualmente previste, con la possibilità di rateizzare l’importo secondo le modalità stabilite dalla normativa.
L’obiettivo della misura è duplice: da un lato offrire un’opportunità concreta a cittadini e imprese che, per difficoltà economiche o altre vicende, non sono riusciti a rispettare le scadenze di pagamento; dall’altro consentire agli enti pubblici di recuperare crediti che, diversamente, rischierebbero di rimanere inesigibili o di essere riscossi con tempi molto più lunghi.
Naturalmente, qualora il Consiglio comunale approvasse il recepimento della definizione agevolata per i tributi di competenza dell’Ente, sarà necessario attendere i successivi provvedimenti attuativi per conoscere nel dettaglio modalità, termini di adesione e categorie di entrate interessate.
La discussione del 28 luglio, dunque, non rappresenterà soltanto un passaggio tecnico-amministrativo, ma anche un momento importante per comprendere quale indirizzo il nuovo Consiglio comunale intenda adottare in materia di fiscalità locale: coniugare il dovere della riscossione delle entrate pubbliche con strumenti che possano favorire il rientro dei contribuenti in difficoltà, senza rinunciare al principio di equità nei confronti di chi, invece, ha sempre adempiuto regolarmente ai propri obblighi tributari.








