Carneade, chi era costui? A Molfetta spuntano i misteriosi “Giovani di Destra”


A Molfetta è comparso un nuovo Pokémon politico: comunicati, manifesti, logo e profili social. C’è tutto. Tranne il fondamentale: chi siano davvero. E infatti, a quanto pare, non lo sa nemmeno il centrodestra cittadino.
Come Don Abbondio davanti a Carneade, anche la politica molfettese si interroga sul mistero dei “Giovani di Destra Molfetta”: il comunicato c’è, il logo pure. I nomi, per ora, restano un enigma. Il caso dell’estate politica molfettese.

Don Abbondio, nei Promessi Sposi, si imbatté durante una lettura nel nome del filosofo greco Carneade e reagì con una domanda diventata immortale: «Carneade! Chi era costui?». Non si trattava di una critica o di una polemica: semplicemente non aveva la minima idea di chi fosse quel personaggio improvvisamente comparso davanti ai suoi occhi.

Una reazione che, a distanza di quasi due secoli, sembra essersi ripetuta a Molfetta. Negli ultimi giorni, infatti, diverse testate locali hanno ricevuto e pubblicato con grande serietà il comunicato di un nuovo soggetto politico dal nome altisonante: “Giovani di Destra Molfetta“. E dopo aver letto il testo, osservato il logo, dato un’occhiata ai profili social e persino all’indirizzo email ufficiale, molti lettori — e, a quanto pare, anche diversi esponenti del centrodestra cittadino — si sono ritrovati a formulare la stessa identica domanda di Don Abbondio: chi sono costoro?

La presentazione, va detto, è impeccabile. C’è il manifesto politico. C’è il logo. Ci sono le pagine social. C’è perfino un indirizzo email. Insomma, c’è tutto il necessario per certificare la nascita di una nuova realtà politica. O quasi. Perché, terminata la lettura del comunicato, resta un piccolo dettaglio da chiarire: chi c’è dietro questo movimento? Non un nome. Non un cognome. Non un coordinatore. Non un portavoce. Non una fotografia. Nemmeno una firma diversa dalla denominazione del gruppo stesso. Una sorta di apparizione politica collettiva. Come gli Avengers, ma senza identità rivelate.

La nota stampa racconta di un gruppo di giovani desiderosi di riportare i ragazzi al centro della vita politica cittadina. Obiettivo certamente condivisibile. Seguono poi parole rassicuranti e universalmente spendibili: partecipazione, merito, identità, sicurezza, territorio, dialogo, volontariato, cultura, sport, decoro urbano, coinvolgimento dei giovani. Una collezione talmente completa che manca soltanto la pace nel mondo per raggiungere il bingo dei comunicati politici.

Il testo assicura inoltre che il movimento avrebbe già elaborato idee, proposte e iniziative concrete. Quali siano, tuttavia, resta avvolto nel mistero. Il comunicato preferisce mantenere alta la suspense, come una serie televisiva che promette grandi rivelazioni nella prossima puntata. C’è poi un passaggio che ha suscitato qualche perplessità tra gli appassionati di storia politica locale. I “Giovani di Destra Molfetta” attribuiscono infatti le difficoltà della città ad anni di amministrazione di sinistra. Una ricostruzione che ha lasciato interdetti persino alcuni esponenti del centrodestra autentico molfettese, i quali faticano a ricordare questo lungo e incontrastato dominio progressista descritto nel comunicato.

Ma il vero elemento di fascino dell’intera vicenda è un altro: il movimento sembra essere riuscito nell’impresa di diventare notizia prima ancora di diventare riconoscibile. Una sorta di startup politica invisibile. Nei corridoi della politica cittadina la domanda circola da giorni. Chi sono questi giovani? Da dove arrivano? Chi li rappresenta? Quale percorso politico hanno alle spalle? Per il momento nessuna risposta.

Naturalmente ogni giovane che decide di avvicinarsi alla politica merita rispetto e attenzione, indipendentemente dalle idee che porta avanti. La partecipazione è sempre una buona notizia per la democrazia. Tuttavia, prima o poi, dopo i comunicati, i manifesti, i loghi e gli slogan, arriva sempre il momento delle presentazioni. Perché se la politica è fatta di idee, è fatta anche di persone. E a Molfetta, almeno per ora, i misteriosi “Giovani di Destra” sembrano aver risolto soltanto metà dell’equazione. Le idee, forse, arriveranno. I nomi, invece, restano ancora il più grande giallo dell’estate politica molfettese.

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