ASM, il presidente c’è. Ma dove sono gli atti?


Piscitelli risulta oggi presidente nella pagina di Amministrazione Trasparente del Comune. Ma, mentre per gli altri componenti del CdA sono pubblicati accettazione e curriculum, della documentazione relativa al presidente non c’è traccia. E una consigliera comunale chiede formalmente di averla.
Nomine, atti e qualche punto interrogativo. Le nuove designazioni prendono forma, ma non tutti gli atti risultano ancora pubblicati. E allora, cosa manca ancora da sapere?

La nuova governance dell’ASM aveva cominciato il proprio percorso il 5 agosto scorso, quando il sindaco Manuel Minervini aveva designato Massimiliano Piscitelli presidente, insieme a Valentina Mastropasqua e Vito De Bari. L’annuncio era stato accompagnato da parole importanti: discontinuità, competenza, professionalità, responsabilità e attenzione all’interesse pubblico. A distanza di un mese, però, la questione non riguarda più soltanto chi sia stato scelto. Riguarda gli atti. E questa volta c’è un elemento nuovo, documentato, che merita di essere messo al centro della ricostruzione.

Il presidente adesso compare. Ma non compare la sua documentazione

Abbiamo verificato direttamente la sezione Amministrazione Trasparente del Comune di Molfetta. La pagina dedicata all’ASM oggi indica espressamente: Massimiliano Piscitelli – Presidente; Valentina Mastropasqua – Componente; Vito De Bari – dimissionario. E richiama il Decreto Sindacale n. 70742 del 5 agosto 2026. La pagina risulta aggiornata al 18 agosto. Dunque una prima precisazione rispetto al nostro precedente approfondimento è necessaria: il nome di Piscitelli oggi c’è. Il problema è un altro.

Abbiamo verificato anche la pagina specificamente dedicata al decreto di designazione. E qui la situazione diventa più interessante. Tra i documenti allegati risultano infatti: l’accettazione dell’incarico di Valentina Mastropasqua; il curriculum di Valentina Mastropasqua; l’accettazione dell’incarico di Vito De Bari; il curriculum di Vito De Bari. Per Massimiliano Piscitelli, invece, nella pagina consultabile non risultano pubblicati né l’accettazione dell’incarico né il curriculum né le ulteriori dichiarazioni richiamate dalla consigliera comunale nella sua richiesta. 

Non è quindi corretto dire che il presidente “non compare”. È più preciso dire che compare il nome, ma non compare, almeno nella documentazione pubblicamente associata al decreto, il corredo documentale che accompagna invece gli altri due nominativi. Ed è proprio questa differenza a rendere la vicenda meritevole di un nuovo approfondimento.

La domanda arriva anche dal Consiglio comunale

Il 3 settembre la consigliera comunale Mariangela Azzollini ha presentato una nota indirizzata al sindaco, al Segretario generale e al dirigente del I Settore. La questione sollevata è molto precisa. Azzollini sostiene di aver verificato la pagina istituzionale relativa al decreto n. 70742 e di aver trovato pubblicate l’accettazione e il curriculum di Mastropasqua e De Bari, mentre non avrebbe trovato la documentazione relativa a Piscitelli.

Non solo. La consigliera segnala anche che, per De Bari, non risulta pubblicata la successiva lettera di dimissioni e chiede quindi la trasmissione digitale dell’intera documentazione necessaria a ricostruire il procedimento. La richiesta comprende, per Piscitelli, accettazione dell’incarico, curriculum, ulteriori dichiarazioni e documentazione resa in sede di accettazione. E comprende, per De Bari, lettera di dimissioni ed eventuali atti conseguenti. È una richiesta che porta la discussione su un terreno molto più concreto rispetto alle indiscrezioni delle settimane precedenti: quello degli atti amministrativi.

Ma allora il presidente si è insediato oppure no?

Qui bisogna procedere con attenzione. Il fatto che il Comune oggi indichi Piscitelli come presidente costituisce un elemento ufficiale. Il decreto di designazione del 5 agosto è pubblicato e la pagina dell’Amministrazione Trasparente lo identifica come presidente. Ma una cosa è la designazione. Un’altra è ricostruire documentalmente tutti i passaggi successivi che hanno portato all’effettivo esercizio della carica. Ed è proprio qui che diventa importante capire cosa sia accaduto tra il 5 agosto e oggi. Quale Assemblea dei soci ha formalizzato la nomina? Quando si è riunita? Quale verbale è stato redatto? Quando è stata formalizzata l’accettazione dell’incarico? Quali dichiarazioni sono state rese? Quando sono state effettuate le verifiche sulle eventuali cause di inconferibilità e incompatibilità? E, soprattutto, dove sono oggi questi documenti? 

Non stiamo affermando che non esistano. Stiamo dicendo qualcosa di molto più semplice: non risultano pubblicati nella pagina del decreto che abbiamo verificato, mentre documenti analoghi relativi agli altri componenti del CdA sono invece disponibili.

Lo Statuto dice una cosa molto precisa

C’è poi un altro documento che aiuta a comprendere perché la sequenza degli atti non sia un dettaglio. Lo Statuto dell’ASM stabilisce che tra le materie inderogabilmente riservate all’Assemblea dei soci rientrano la nomina dell’organo amministrativo e la designazione del presidente del Consiglio di amministrazione. Lo stesso Statuto prevede inoltre che, se nel corso dell’esercizio vengono meno uno o più consiglieri, quelli rimasti in carica debbano convocare senza indugio l’Assemblea per la ricostituzione dell’organo amministrativo. Questo rende ancora più importante capire cosa sia successo dopo la designazione del 5 agosto. Perché nel frattempo Vito De Bari è diventato dimissionario. E la stessa pagina comunale oggi fotografa una situazione nella quale il presidente e una componente risultano in carica, mentre il terzo componente è indicato come dimissionario.

Una governance che nasce con tre nominativi, perde quasi immediatamente uno dei suoi componenti e arriva oggi alla necessità di spiegare documentalmente alcuni passaggi non è necessariamente una governance irregolare. Ma è certamente una governance che merita di essere ricostruita attraverso gli atti.

Trasparenza: non è soltanto una questione di burocrazia

La questione assume un rilievo ulteriore perché ASM è una società interamente partecipata dal Comune. Il decreto legislativo 33/2013 prevede specifici obblighi di pubblicazione per gli enti e le società in controllo pubblico. L’articolo 22 stabilisce, tra l’altro, la pubblicazione dei dati relativi agli incarichi di amministratore e al relativo trattamento economico. E ANAC, con un parere del febbraio 2025, ha chiarito ulteriormente che nelle società in controllo pubblico gli amministratori — presidente e componenti del CdA — rientrano negli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa, indicando tra i dati da pubblicare anche l’atto di nomina o proclamazione e il curriculum, oltre agli altri dati previsti dalla legge.

Questo non significa automaticamente che ogni singolo documento prodotto durante un procedimento debba necessariamente essere pubblicato online. Ma significa che la trasparenza della governance non può ridursi alla pubblicazione del nome. E proprio per questo la domanda della consigliera comunale è tutt’altro che irrilevante.

Il punto non è Piscitelli

È importante dirlo ancora una volta. Il problema di questo approfondimento non è stabilire se Massimiliano Piscitelli sia un presidente legittimo oppure no. Non abbiamo elementi per sostenere una simile conclusione. Non è nemmeno il momento di trasformare l’assenza di alcuni documenti online in una presunta irregolarità. Potrebbe trattarsi di un mancato aggiornamento della pagina. Potrebbe trattarsi di documentazione ancora in corso di acquisizione o pubblicazione. Potrebbe esserci una ragione amministrativa che spiega la diversa situazione documentale. Ma proprio perché esistono queste possibilità, la soluzione è semplicissima: pubblicare o trasmettere gli atti e spiegare la sequenza del procedimento. La trasparenza, in fondo, serve proprio a questo. A evitare che un vuoto documentale venga riempito dalle supposizioni.

E allora la domanda diventa un’altra

Quando abbiamo scritto del nuovo CdA, la domanda era: come nasce la nuova governance dell’ASM? Oggi possiamo aggiungerne un’altra: come si è perfezionata? Perché tra il decreto del 5 agosto e la situazione attuale ci sono passaggi che devono poter essere ricostruiti con precisione. C’è una designazione. C’è un presidente che oggi il Comune indica ufficialmente come tale. C’è una componente del CdA. C’è un consigliere che risulta dimissionario. Ci sono documenti pubblicati per due nominativi. E ce n’è un intero blocco relativo al presidente che, almeno nella pagina istituzionale oggi consultabile, non risulta disponibile. Non è una sentenza. Non è una denuncia di irregolarità. È una lacuna documentale da spiegare. E forse è proprio questo il modo più serio di affrontare la vicenda: non partire dalle conclusioni, ma dagli atti. Perché se la nuova amministrazione ha davvero scelto la trasparenza come uno dei pilastri della discontinuità promessa, allora non dovrebbe esserci alcuna difficoltà a rendere leggibile anche questo passaggio.

Chi è il presidente dell’ASM lo sappiamo.
Ora sarebbe utile sapere anche come, quando e con quali atti è diventato presidente.

Gli atti, prima dei commenti. Il presidente dell’ASM c’è. Il suo nome è ufficialmente indicato, ma la documentazione che dovrebbe accompagnarne la nomina non risulta pubblicata come quella degli altri componenti del CdA. E una consigliera comunale ne chiede conto. Non un’accusa, ma una domanda precisa: dove sono gli atti?
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