ASM e Multiservizi, le nuove nomine rappresentano un nuovo inizio. Ma per risollevare l’ASM non basta un presidente di alto profilo: serve un cambiamento dell’intero sistema


Le nuove nomine segnano l’inizio di una fase che merita fiducia. Per l’ASM, però, un presidente di alto profilo rappresenta soltanto il primo passo: il vero cambiamento dipenderà dalla capacità di rinnovare l’intero sistema organizzativo e gestionale dell’azienda.
Impianto Asm – Molfetta per la prima lavorazione dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata.

Le nomine dei nuovi Consigli di Amministrazione di ASM e Multiservizi segnano uno dei primi passaggi più significativi della nuova amministrazione guidata dal sindaco Manuel Minervini. Le forze della maggioranza hanno accolto con soddisfazione le scelte effettuate, sottolineando come esse rappresentino una discontinuità rispetto al passato e valorizzino figure considerate di alto profilo umano e professionale, chiamate a guidare due società strategiche per la città.

È un giudizio che, almeno sul piano delle competenze delle persone individuate, non ci sentiamo di contestare. Al contrario. Quando si scelgono professionisti riconosciuti per capacità ed esperienza, il primo atteggiamento dovrebbe essere quello di augurare loro buon lavoro, perché dal loro successo dipende anche la qualità dei servizi che ricevono i cittadini.

Accanto a questo apprezzamento, tuttavia, resta aperta una riflessione sul metodo seguito per arrivare alle nomine. Una riflessione che non nasce da Molfetta Discute Magazine, ma che è stata espressa pubblicamente anche da Mimmo Favuzzi.

Secondo Favuzzi, la qualità di uno dei profili individuati – da lui definito senza esitazioni “l’uomo giusto al posto giusto” – non esaurisce infatti il tema della trasparenza del procedimento. La sua osservazione riguarda soprattutto l’opportunità che, in futuro, il percorso di selezione possa essere accompagnato da criteri maggiormente esplicitati, da una valutazione comparativa documentata e da una più ampia pubblicità delle candidature esaminate. È una considerazione che appartiene al dibattito pubblico e che riteniamo legittima. Perché il valore di una buona scelta non rende automaticamente irrilevante il confronto sulle modalità con cui quella scelta è stata compiuta.

Detto questo, la questione che, a nostro avviso, merita maggiore attenzione riguarda soprattutto l’ASM. Lo diciamo oggi, all’inizio del mandato, così da evitare qualsiasi equivoco quando, nei prossimi mesi, continueremo ad approfondire le vicende della società partecipata. Un presidente di alto profilo rappresenta certamente una condizione importante. Ma, da solo, non potrà essere sufficiente.

L’ASM arriva infatti a questo nuovo corso dopo anni complessi, caratterizzati da criticità economiche, organizzative e gestionali che non possono essere superate semplicemente con il cambio di chi siede al vertice. Sarebbe ingeneroso caricare una sola persona del peso di problemi che si sono stratificati nel tempo e che richiederanno un lavoro lungo, condiviso e soprattutto strutturale. Per questo motivo riteniamo che la vera sfida non sia soltanto individuare “l’uomo giusto”. La vera sfida sarà costruire intorno a lui un contesto capace di accompagnare un autentico processo di rinnovamento.

Ogni organizzazione complessa sviluppa nel tempo prassi, abitudini, equilibri consolidati e modalità operative difficili da modificare. Se quelle dinamiche non vengono affrontate con lucidità e coraggio, anche il miglior professionista rischia di trovarsi isolato, assorbito da problemi preesistenti o, peggio ancora, indirizzato verso soluzioni che appaiono efficaci nell’immediato ma finiscono per generarne altre ancora più complesse nel medio periodo.

Talvolta esistono “interlocutori” che sembrano avere sempre la risposta pronta per ogni difficoltà. La storia insegna però che non tutte le soluzioni producono effetti positivi duraturi. Può accadere, infatti, che un problema venga risolto nell’immediato lasciandone però aperti altri, magari più silenziosi, destinati a manifestarsi soltanto con il passare del tempo. È proprio questa capacità di guardare oltre l’emergenza che distinguerà il vero cambiamento da una semplice gestione dell’esistente.

Naturalmente questo non è un giudizio sulle persone. È una riflessione sul funzionamento delle organizzazioni pubbliche, dove il successo non dipende mai esclusivamente dalla qualità del vertice, ma dall’intero sistema che lo circonda. Per questa ragione continueremo a seguire con particolare attenzione l’evoluzione dell’ASM.

Chi legge Molfetta Discute Magazine conosce già il nostro metodo. Non ci interessa personalizzare il dibattito. Nei nostri approfondimenti non troveranno spazio processi alle persone, né giudizi sulle intenzioni di chi ricopre incarichi pubblici. Continueremo invece ad analizzare dati, bilanci, organizzazione dei servizi, modalità di gestione, programmazione, efficienza della spesa e risultati concreti, nella convinzione che siano questi gli elementi sui quali un’informazione seria debba concentrare la propria attenzione.

Lo abbiamo scritto nei precedenti approfondimenti e lo ribadiamo oggi: i problemi che negli anni hanno interessato l’ASM non appartengono a una sola stagione politica né a un solo schieramento. Sono questioni che attraversano il tempo e che meritano di essere affrontate senza tifoserie, con equilibrio e con la pazienza necessaria per distinguere le opinioni dai fatti. Le nuove nomine rappresentano dunque un punto di partenza, non un punto di arrivo.

Se davvero si vuole inaugurare una fase di discontinuità, il rinnovamento dovrà misurarsi non soltanto attraverso le persone chiamate a guidare le partecipate, ma soprattutto attraverso la capacità di migliorare i processi, rafforzare i controlli, programmare con lungimiranza e utilizzare ogni risorsa pubblica con il massimo grado possibile di efficienza e trasparenza.

Sarà il tempo, più delle dichiarazioni, a dire se questo nuovo corso avrà davvero segnato l’inizio di un cambiamento profondo.

Noi continueremo a raccontarlo con lo stesso metodo che abbiamo promesso ai nostri lettori: osservando, verificando, approfondendo e ponendo domande quando sarà necessario. Sempre nel rispetto delle persone, ma con altrettanto rispetto nei confronti dei cittadini, che hanno il diritto di conoscere come vengono amministrati servizi che incidono ogni giorno sulla loro vita e sulle loro tasche.

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