Uno dei cineasti più apprezzati della storia del cinema, è stato anche direttore della fotografia, montatore, scenografo, creatore di effetti speciali, scrittore e fotografo. “Se può essere scritto, o pensato – ha detto una volta – può essere filmato”

È il 7 marzo del 1999 quando Stanley Kubrick muore nel sonno, a settant’anni, nella sua casa di campagna. A stroncarlo un infarto.
Regista, sceneggiatore e produttore cinematografico (americano naturalizzato britannico), con i suoi tredici lungometraggi è considerato uno dei cineasti più importanti della storia. È stato candidato per tredici volte agli Oscar, ma lo ha vinto solo nel 1969 per gli effetti speciali di “2001: Odissea nello spazio”.
È conosciuto per aver affrontato con grande successo di critica e pubblico un ampio numero di generi cinematografici: il noir con Il bacio dell’assassino, il thriller con Rapina a mano armata, il peplum con Spartacus, la satira politica con Il dottor Stranamore, la commedia nera con Lolita, la fantascienza in 2001: Odissea nello spazio, la fantascienza sociologica in Arancia meccanica, il genere storico in Barry Lyndon, l’horror con Shining, il genere guerra con Paura e desiderio, Full Metal Jacket e Orizzonti di gloria, il dramma psicologico in Eyes Wide Shut, un film quest’ultimo che al momento della morte aveva appena finito di girare. Non riuscirà mai a vederlo nelle sale.
“Il concetto di Dio sta al cuore di 2001, ma non quello delle immagini tradizionali e antropomorfiche di Dio”. Parole di Stanley Kubrick. Nel 1968 il regista newyorkese realizza un film di fantascienza da un breve racconto di Arthur C. Clarke, “The Sentinel”. Ma quello che poteva sembrare l’ambizioso progetto dell’austero e rigido autore di “Il bacio dell’assassino”e “Orizzonti di gloria” si rivela la più grande avventura nello spazio che l’immaginario visivo abbia mai intrapreso. Quattro anni di lavoro, una sperimentazione tecnica e sonora che avrebbe impressionato persino i tecnici della Nasa per un film che ha segnato in maniera indelebile la carriera di Kubrick, lacerando la linearità del tempo e contenendo al suo interno tutto il suo cinema. Colossal di fantascienza ambientato in un vicino futuro, tocca temi come l’identità della natura umana, il suo destino, il ruolo della conoscenza e della tecnica.

Il film è considerato un capolavoro della storia del cinema e ne costituisce una svolta epocale, anche al di fuori del genere fantascientifico. Nel 1991 la pellicola è stata giudicata di rilevante significato estetico, culturale e storico, e inserita nella lista di film preservati nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al ventiduesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è salito al quindicesimo posto. Lo stesso istituto lo ha inserito al primo posto nella categoria fantascienza.








