A Molfetta l’Udc non starà a guardare: il mondo moderato sceglie la svolta


Gli elettori dell’Unione di Centro, insieme a una larga parte del mondo moderato e cristiano, guardano con attenzione a chi oggi richiama una politica autentica, fatta di equilibrio, ascolto e credibilità.
Aldo Moro

La storia politica italiana è stata segnata, per quasi mezzo secolo, dall’esperienza della Democrazia Cristiana, il partito che ha accompagnato il Paese nella ricostruzione democratica del dopoguerra, nella crescita economica, nello sviluppo sociale e nella costruzione di quel modello di welfare che ha garantito benessere e stabilità a milioni di famiglie italiane.

Fu la stagione di grandi statisti come Amintore Fanfani, protagonista delle politiche per la casa popolare e dello sviluppo sociale, e di uomini come Aldo Moro, che seppero interpretare la politica come mediazione, dialogo e servizio alla comunità nazionale.

Oggi quella tradizione politica continua a vivere nell’Unione di Centro, che si richiama ai valori del cattolicesimo popolare, della moderazione e della centralità della persona.

A Molfetta, dopo anni di assenza, lo Scudocrociato è tornato ad animare il dibattito politico cittadino, ottenendo un risultato importante già alla sua prima prova elettorale dopo la ricostituzione del partito avvenuta solo pochi mesi fa. In occasione delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, l’Udc schierata nella coalizione di centrodestra a sostegno del candidato sindaco Adamo Logrieco ha raccolto 557 voti, costruendo in poco tempo una base politica significativa e dimostrando che esiste ancora una comunità moderata, cattolica e popolare pronta a partecipare alla vita pubblica.

Pur non essendo riuscita, insieme alle altre forze della coalizione, a portare Adamo Logrieco al ballottaggio, resta evidente il dato politico più importante: il candidato del centrodestra ha ottenuto quasi duemila voti in più rispetto alle liste della coalizione, segno di un consenso personale forte e trasversale.

«Per noi questo rappresenta un punto di partenza», ha dichiarato il commissario comunale Leonardo Zaccaria, sottolineando la volontà di costruire un punto di riferimento stabile e credibile, capace di affrontare con serietà i temi della città e di rilanciare una partecipazione politica autentica.

L’Udc di Molfetta non resterà spettatrice in vista del ballottaggio. Gli elettori moderati, cattolici e democratici sanno bene che esistono momenti nella storia delle comunità in cui occorre compiere scelte coraggiose e responsabili. Lo insegnarono proprio Aldo Moro e Enrico Berlinguer quando, in uno dei momenti più delicati della storia repubblicana, seppero costruire quel “compromesso storico” che metteva al centro non le divisioni ideologiche, ma l’interesse nazionale. La Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano avevano storie differenti e ideali diversi, eppure seppero trovare un terreno comune nell’amore per l’Italia.

Anche Molfetta ha bisogno di una svolta in questo preciso momento storico. Non semplicemente di un’amministrazione diversa, ma di un modo diverso di fare politica rispetto a quello visto negli ultimi dieci anni. C’è bisogno di ritrovare una politica seria, genuina, fatta di dialogo, di ascolto, di sezioni di partito, di militanza e di scuole di formazione politica. Una politica che si richiami agli ideali e non alle convenienze elettorali. Per questo motivo, pur senza alcun comunicato ufficiale, è chiaro e evidente che molti elettori dell’Udc e della tradizione democratico-cristiana guarderanno con attenzione a chi interpreta la politica in maniera seria, autentica, e equilibrata, con profondo rispetto delle istituzioni democratiche. Non si tratta necessariamente di condividere storie politiche o programmi, ma di riconoscere uno stile politico diverso. Molfetta ha bisogno di giovani credibili, di persone autentiche e di una politica che torni ad avere contenuti, valori e visione.

Gli elettori della Democrazia Cristiana sanno che, talvolta, il bene della comunità viene prima delle appartenenze rigide. È questo il senso più profondo del compromesso storico: scegliere l’unità quando serve al bene comune. E i risultati del primo turno raccontano chiaramente questo bisogno diffuso, tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra. Una larga parte del voto d’opinione ha infatti premiato entrambi gli schieramenti e, soprattutto, i due candidati sindaco. Un dato che non va semplicemente analizzato, ma compreso fino in fondo: oggi esiste una forte domanda di politica autentica, di idealità e di credibilità. E chi sceglie di muoversi nella direzione opposta rischia inevitabilmente di essere travolto da questo cambiamento.

C’è voglia di politica vera a Molfetta. C’è voglia di partiti storici che hanno costruito l’Italia: la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista. C’è nostalgia di quella politica fatta nelle sezioni, tra i militanti, nelle scuole di partito e nelle comunità territoriali.

I dati nazionali confermano questa tendenza. L’Udc ha ottenuto risultati significativi in molte realtà italiane: il 13,10% ad Agrigento, l’8,19% a Marsala, il 5,86% a Voghera con l’elezione di un consigliere comunale, così come ad Avezzano con il 5,29%. Il mondo cattolico, popolare e moderato continua dunque ad avere consenso e rappresentanza reale. Esiste ancora uno spazio politico importante per un centro moderato serio, concreto e vicino alle persone.

Anche a Molfetta qualcosa si sta muovendo. I 557 cittadini che, in poche settimane, hanno scelto di sostenere l’Unione di Centro non rappresentano una parentesi folkloristica, ma l’inizio di una comunità politica che cresce e che chiede equilibrio, buon senso e partecipazione.

È stato piantato un seme. E quel seme, oggi, parla il linguaggio della responsabilità, della moderazione e dell’amore per la città.

C’è voglia di Democrazia Cristiana anche a Molfetta, ma c’è soprattutto una forte volontà di tornare alle urne nel turno di ballottaggio per dare un segnale chiaro contro la degenerazione della politica e contro anni di personalismi, divisioni e improvvisazione amministrativa. La città avverte questa esigenza. La percepisce una larga parte della popolazione e la sentono, in modo particolare, gli elettori democratico-cristiani, sempre più orientati verso una scelta convinta e responsabile.

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