Molfetta anno zero


Una svolta radicale s’impone nell’agenda politica molfettese
Molfetta anno zero

Pur mantenendo un approccio garantista, è innegabile che il susseguirsi di notizie e provvedimenti di cronaca giudiziaria abbia già rivelato un sistema ormai frammentato, dove spesso l’interesse personale ha prevalso sul bene collettivo.

Tutti gli accadimenti degli ultimi mesi non possono essere quindi più liquidati come semplici coincidenze. Troppi fatti, troppe cronache, troppi segnali che sembrano andare tutti nella stessa direzione: quella di una politica amministrativa completamente marcia.

Bisognerebbe anche tornare indietro e rileggere i lavori dei Consigli Comunali dal 2017 in poi, quando qualcuno — forse proprio Isabella de Bari, come ci ha ricordato una nostra affezionata lettrice – aveva già sollevato con coraggio questo grande problema, senza però essere ascoltato.

Occorre avere rispetto e fiducia soprattutto nelle istituzioni e in chi, con serietà e competenza, porta avanti le indagini e i controlli che non sono solo necessari, ma vitali per l’intera comunità. Solo la pulizia totale e radicale potrà restituire alla città chiarezza, verità e la speranza di una gestione amministrativa finalmente trasparente e credibile.

Alla città servono tutte le inchieste e i controlli che sono in corso. Non di tutte le inchieste si ha però notizia anche se il comune sentire di chi guarda in maniera obiettiva a quello che è già accaduto in città, fa presegire che molto altro ancora sta per venire a galla.

Tutto un sistema deve essere completamente estirpato dalla gestione del bene comune. In questa città è arrivato il tempo di un cambiamento radicale che viene imposto dagli eventi, dalle notizie che ogni giorno ci sorprendono e ci obbligano a riflettere.

Alla città serve un reset completo, politico e soprattutto amministrativo prima di tutto, innanzitutto e soprattutto. La Magistratura sta operando bene come mai prima d’ora, in questa città, e seriamente con la durezza necessitata dalla gravità dei fatti contestati. Adesso nessuno dubita più sul fatto che gli inquirenti andranno per davvero fino in fondo e “FINALMENTE!” questa volta. Era ora! Ma siamo solo all’inizio del disvelamento di tutto il marcio che stava condannando la città ad un futuro nefasto.

Il male non è affatto qualcosa di impersonale: esso si manifesta attraverso il mal operare di uomini sostenuti da altri uomini. Devono quindi essere estirpati definitivamente dalla vita politica locale anche quelli che si sono resi complici, seppur solo politicamente, di quelli che hanno violentato l’amministrazione di questa città in una maniera a dir poco scandalosa.

Anche “le teste di paglia”, quindi, devono essere radiate definitivamente dalla vita politica locale, pur avendo la fedina penale immacolata. Non deve esistere neppure alcuna forma di quarantena politica. Il livello di tolleranza, s’intende politica, nei confronti di questi peones dei ras della politica clientelare e affaristica locale, deve essere pari a zero. Nessuno “sconto politico” deve essere più concesso a costoro. Nessuna trattativa politica deve essere iniziata con questi soggetti. Non possono più essere tollerati i se e i ma con costoro, spesso anche complici del ricatto politico e forse non solo politico.

Anche chi ha rappresentato la mala politica, ha sostenuto politicamente il mal operare di altri, in vari ruoli, deve essere completamente isolato. Quelli che hanno dimostrato fino all’ultimo nanosecondo fedeltà assoluta ad una politica a dir poco squallida e indegna in questa città non devono più potersi riciclare.

In ultimo, auguriamo buon lavoro al Commissario prefettizio appena insediatosi. Certamente è un uomo a cui non va consigliato come operare, visto il suo background, soprattutto con chi ha ricevuto incarichi amministrativi anche importanti dalla precedente amministrazione. Siamo certi che saprà come ben operare con costoro, ammesso e non concesso che consenta a lorsignori di restare ancora in carica, nonostante tutto …

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