Viaggio nel bel mondo antico: le “maestre” di cucito


Ricordi di quando ancora molte ragazze si recavano dalle “maestre” per imparare l’arte del cucito e del ricamo. Da un racconto di Angelo Boccanegra

Viaggio nel bel mondo antico. Lo sapevate che per le nostre nonne l’economia domestica rientrava nei programmi scolastici annuali? Dall’epoca della riforma Gentile fino al 1966, infatti, lezioni di cucina, igiene, merceologia ed esercitazioni per imparare a programmare gli aspetti economici della vita domestica erano materie obbligatorie, poi confluite nell’attuale educazione tecnica. Si trattava dell’insieme di competenze necessarie per una buona vita al di fuori del tetto familiare, che oggi rimane tutt’al più nei programmi di alcuni istituti di formazione professionale, alberghiera o sanitaria. Pensate che attualmente viene insegnata in Finlandia anche ai maschi: i ragazzi già a 13 anni imparano a stirare, cucinare, rammendare, lavare a mano capi delicati e, specialmente, vengono educati alla non discriminazione tra uomo e donna.

La storia non è solo quella scritta sui libri di storia. Esiste una storia silenziosa che racconta l’altro mondo, quelle delle donne operose e creative del passato. Nessuna di queste verrà mai citata in un libro di storia, ma a loro dobbiamo tanto, tantissimo. Sono state loro, in passato, la vera colonna portante di tante famiglie.

Fino agli anni ‘60-70 del secolo scorso, le donne non erano solo mogli, madri, casalinghe e lavoratrici nei campi. Tante erano “maestre” di gruppi di ragazze a cui insegnavano i primi rudimenti di sartoria e di ricamo necessari per l’utilità in famiglia. Tante donne in passato iniziavano da bambine, neanche adolescenti, questi “corsi” presso l’abitazione della maestra. Dopo qualche anno di tirocinio senza stipendio, e dopo l’acquisizione della necessaria dimestichezza nei lavoretti più semplici, la maestra insegnava alle ragazze un po’ più grandi lavori più impegnativi. Si passava così all’arte del taglio a quella dell’imbastito, del punto lento e delle cuciture a macchina. In questa fase si confezionavano veri e propri capi di biancheria per la casa, per il letto e quindi anche l’intimo (molto elaborato in quel tempo).

Poi c’era il lavoro del cerchietto, dove su un lenzuolo o altro, la disegnatrice con grande abilità, disegnava dei fiori ma anche dei paesaggi che, dopo aver effettuato il cosiddetto piegone, le ragazze ricamavano un pezzo alla volta con cotone colorato fino a completare tutti i disegni. Il tutto avveniva sempre sotto lo sguardo vigile della maestra, in vernacolo: “le méstre”.

La gran parte di questi capi e, soprattutto, le lenzuola ricamate, andavano ad irrobustire il corredo che le future spose preparavano accuratamente per lunghi anni e portavano in dote al matrimonio. Composto da lenzuola, asciugamani, biancheria intima, tovaglie, camice da notte, ecc. il corredo in passato era abbondantissimo e giustificato dal fatto che non si potevano fare spesso i bucati, per cui era necessario avere tanti ricambi a disposizione soprattutto nei mesi invernali.
In passato, il corredo, spesso enorme, non era solo una necessità in tempi in cui non esistevano ancora le lavatrici e spesso mancava l’acqua corrente in casa, fatto di gusto, dedizione, accuratezza e un pizzico di fantasia tutta femminile, era anche una carta d’identità della sposa e della sua famiglia. Vietato a padri, fratelli e fidanzati occuparsi di corredo o solo di vederlo prima del matrimonio, si riponeva accuratamente in una grande cassa di legno, tra naftalina e mazzetti di spighetto, si sfoggiava soprattutto alla nascita dei figli, quando parenti e amici facevano visita per i saluti, le congratulazioni e, soprattutto, i pranzi.
Pizzi, ricami, candide tovaglie, grandi tovaglioli e tanto altro ancora… il lavoro fatto dalle future spose, fin dall’adolescenza, presso le maestre, era “esposto” prima delle nozze alla vista dei parenti e, quindi, inevitabilmente, anche alle malcelate invidie, chiacchiere, critiche e veleni più o meno sussurrati. E non sempre la favola di queste piccole ma grandi donne del passato era a lieto fine.
- / 5
Grazie per aver votato!
Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.