Il Comune aderisce alla campagna R1PUD1A di EMERGENCY e richiama l’articolo 11 della Costituzione. Un’iniziativa condivisibile, che apre una riflessione sul significato concreto di una cultura della pace.

Il Comune di Molfetta aderisce alla campagna R1PUD1A, promossa da EMERGENCY per riportare al centro del dibattito pubblico l’articolo 11 della Costituzione, secondo il quale «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».
L’adesione è stata annunciata dal sindaco Manuel Minervini, che ha accolto in Comune i referenti pugliesi dell’organizzazione insieme all’assessore alla Pace Gianni Porta. «Le istituzioni locali devono essere in prima linea quando si tratta di difendere i diritti umani», ha dichiarato il primo cittadino, ribadendo che Molfetta «è, e sarà sempre, contro ogni forma di violenza e prevaricazione».
Un’iniziativa certamente condivisibile. EMERGENCY, del resto, con la campagna R1PUD1A non si limita a richiamare un principio costituzionale, ma invita cittadini e istituzioni a contrastare la normalizzazione della guerra e a promuovere una cultura fondata sul dialogo e sul rispetto dei diritti umani. Eppure, proprio perché il ripudio della guerra dovrebbe essere un patrimonio comune, l’adesione formale di un’amministrazione può rappresentare soltanto un punto di partenza. Non significa, naturalmente, che i Comuni che non hanno aderito siano meno sensibili al tema della pace. Non è una questione di appartenenza o di classifiche morali. La pace non ha colore politico e non dovrebbe diventare una bandiera da esibire come temiamo che sia.
La questione interessante riguarda piuttosto ciò che può seguire a questo gesto. Incontri nelle scuole, iniziative culturali, momenti di approfondimento sui conflitti internazionali, educazione alla non violenza e coinvolgimento delle associazioni sono alcune delle possibilità attraverso cui un’adesione può trasformarsi in un impegno riconoscibile sul territorio.
Non chiediamo a un Comune di risolvere le guerre del mondo, ma di contribuire, per quanto gli compete, alla costruzione di una cultura della pace. Per questo accogliamo positivamente l’iniziativa, con una domanda che vorremmo rivolgere all’Amministrazione: quali iniziative concrete seguiranno all’adesione alla campagna R1PUD1A?
Perché ripudiare la guerra è un principio costituzionale. Coltivare la pace, invece, è un impegno quotidiano che richiede ben più di una dichiarazione, di uno striscione o dello sventolio di bandiere colorate. Diversamente, il rischio è che un principio universale venga ridotto a una semplice operazione di comunicazione politica, o peggio, a uno strumento di appartenenza e contrapposizione.








