Molfetta ricorda: la “Fabbrica di San Giuseppe”


La prima messa nella chiesa fu celebrata quando era ancora priva di tetto. Diverse furono le interferenze delle commissioni di arte sacra nel corso della sua costruzione che alterarono il progetto originario dell’ing. Felice Mezzina
Molfetta, Chiesa di San Giuseppe. Ph. Corrado de Pinto

L’ampliamento urbanistico del territorio della Parrocchia Immacolata, avvenuto dopo la Prima Guerra Mondiale, verso ponente della città, spinse l’allora parroco don Giuseppe Gadaleta (1881-1954) a sollecitare l’allora Vescovo di Molfetta, mons. Pasquale Gioia, a istituire una nuova parrocchia per la cura delle anime; la proposta fu accolta con favore.

Alla morte repentina di mons. Gioia, toccò al suo successore, mons. Achille Salvucci affrontare il problema oramai resosi urgente, tanto che ad un anno dal suo ingresso nella Diocesi, il 5 dicembre del 1936, attraverso le pagine del settimanale diocesano Luce e Vita, annunciava l’istituzione, di una nuova parrocchia, intitolata a S. Giuseppe, nel rione Sedelle, favorita dalla donazione di un suolo, nei paraggi di Corso Fornari, da parte del parroco don Giuseppe Gadaleta. Un comitato cittadino iniziò la raccolta delle offerte.

Nel 1939 mons. Saverio Carabellese (1881-1943) donò tutta la sua proprietà per finanziare la costruzione della nuova parrocchia e fu istituito il Beneficio Parrocchiale di S. Giuseppe.

Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale interruppe la lodevole iniziativa. Nel 1945, passata la bufera della guerra, il parroco don Giuseppe Gadaleta, nel sollecitare l’erezione della nuova parrocchia, probabilmente suggerì al Vescovo di affidarla ai Salesiani, memore dell’esperienza educativa di un suo fratello salesiano defunto.

La scelta della venuta dei Salesiani fu per la necessità di curare un quartiere periferico con problemi di alto analfabetismo e sacche di povertà per cui andavano seguiti numerosi fanciulli e giovani. Il pioniere di questo iniziale lavoro educativo fu il salesiano don Giuseppe Piacente (1889-1957) giunto a Molfetta alla fine del 1945, alloggiando prima presso il Seminario Regionale e poi nel Seminario Vescovile. Nel Seminario Regionale collaborò con i seminaristi suggerendo pratici consigli per il buon funzionamento dell’oratorio domenicale presso lo stesso Seminario seguitissimo da molti giovani.

Molfetta, Chiesa di San Giuseppe. Grande affresco absidale. Ph. Nicolò Azzollini

Altra lodevole iniziativa fu il pranzo prima di Natale a cento ragazzi poveri presso le Suore Alcantarine a Piazza Roma. Grande risonanza ebbe nel mese di febbraio 1947 la celebrazione della festa di don Bosco con la partecipazione degli oratoriani dei due Seminari e di quello di S. Filippo Neri.

Non pochi problemi sorsero per la localizzazione del sito dove doveva sorgere l’Opera Salesiana. Al terreno donato dal parroco don Giuseppe Gadaleta, nelle vicinanze di Corso Fornari, se ne aggiunse un altro quasi limitrofo, da parte del sig. Domenico Carabellese.

L’8 dicembre del 1946 don Giuseppe Piacente inviava una lettera circolare a tutti i soci dell’Unione Cooperatori Salesiani di Molfetta in cui in primo luogo ricordava e ringraziava mons. don Saverio Carabellese (questi già dal 1939 aveva donato parte delle sue proprietà alla futura parrocchia S. Giuseppe) e l’avv. Giuseppe Salvemini, ambedue di felice memoria, il dott. Domenico Carabellese e il parroco don Giuseppe Gadaleta che con le loro cospicue donazioni avevano permesso l’inizio dell’Opera Salesiana, poi seguiva un invito: Fino ad oggi la vostra cooperazione è stata silenziosa, forse anche modesta, da oggi in poi deve diventare operante e sono sicuro che più con i fatti che con le parole formerete il braccio destro dei figli di D. Bosco, i quali desiderano raccogliere centinaia e centinaia di figli del popolo, per renderli più buoni e indirizzarli al retto sentimento del sapere, del lavoro e della virtù. È mio desiderio di conoscervi tutti e sentire da Voi quanto può essere giovevole e benefico per l’urgente fondazione e sviluppo dell’Opera. Quanto prima mi propongo di radunarvi e prospettarvi non solo il bel programma delle feste di D. Bosco, ma anche quello che formerà oggetto della futura attività dei Salesiani e della forma pratica della vostra cooperazione”.

Il 2 febbraio del 1947 fu messa la prima pietra all’erigenda Opera Salesiana con il concorso di numerose Autorità civili e religiose e non mancò un numero unico speciale del giornale “Don Bosco a Molfetta”, dove oltre agli auguri di rito di Papa Pio XII, cardinali, vescovi e del Rettore Maggiore don Pietro Ricaldone, intervennero con i loro ricordi anche alcuni sacerdoti molfettesi che raccontarono la loro esperienza giovanile alla luce dell’insegnamento salesiano.

Molfetta. Costruzione della Chiesa di S. Giuseppe.

Il progetto della chiesa fu preparato dall’ing. Felice Mezzina che adottò lo stile romanico-pugliese ma, come spesso accade, ci furono interventi di diverse commissioni di arte sacra; alla fine la sola facciata fu frutto di un compromesso (in realtà la facciata non piace a molti). La costruzione della chiesa, dietro l’espletamento di una gara d’appalto, fu vinta dalla ditta Fratelli de Candia di Molfetta.

A un anno dalla posa della prima  pietra, la costruzione della chiesa, intitolata a S.Giuseppe, proseguiva con alterne vicende con l’intento di dotare in tempi brevi il rione di un luogo in cui raccogliersi e pregare; questo anche grazie a diverse donazioni.

L’8 maggio del 1949 il Vescovo Salvucci, in segno di gratitudine, celebrò la prima messa nella chiesa ancora priva di tetto, a testimonianza della volontà di puntare anche a costi di sacrifici, alla realizzazione di una realtà socio-religiosa-educativa in un contesto di povertà ancora latente in questa parte della città.

Il 19 marzo 1953, festa di S. Giuseppe, ufficialmente la chiesa venne inaugurata.

L’ultima messa dei salesiani a Molfetta fu celebrata il 3 settembre 2018. L’oratorio di San Giuseppe, casa di generazioni intere di ragazzi e ragazze, luogo di ritrovo e di formazione, passò nelle mani nella diocesi.

Fonti web: – Parrocchia San Giuseppe Molfetta; – Parrocchie Molfetta.

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1 thought on “Molfetta ricorda: la “Fabbrica di San Giuseppe”

  1. indimenticabile suora Brogina cosi veniva chiamata che con la sua macchina se non ricordo male una 850 famigliare ogni mattina ci veniva a prendere.

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