La “Maddalena scandalosa” di Giulio Cozzoli


L’incredibile storia della famosa statua della Maddalena, opera di Giulio Cozzoli, che l’artista presentò e propose nel 1954 all’allora Vescovo di Molfetta, e mai approvata dalla Autorità Ecclesiastica in quanto ritenuta “scandalosa”. Testo del dott. Francesco Stanzione. Foto di Leonardo Piccinni
La “Maddalena Scandalosa” di Giulio Cozzoli. Ph. Leonardo Piccinni

In Giulio Cozzoli, artista la cui competenza e maestria ormai travalicano i confini cittadini per essere riconosciute al livello dei grandi dell’arte nazionale, il tema della Maddalena è stato vissuto con particolare partecipazione sin dai primi anni del Novecento.

Realizzata negli anni cinquanta del secolo scorso e poi ritenuta inadatta per le processioni dall’autorità ecclesiastica del tempo, e per questo ribattezzata poi dalla gente come “scandalosa”, la figura della santa, già carica di interesse e molteplici interpretazioni, spesso fuorviate dalla letteratura, dalla cattiva interpretazione delle scritture o dagli artisti stessi, ha così assunto una caratura ancor più fascinosa ed intrigante per la nostra città.

Numerosi sono infatti i bozzetti, i disegni, gli schizzi che in questi anni di sistematico lavoro sono stati riportati alla luce dal prof. Gaetano Mongelli, docente di storia della comunicazione visivo-oggettuale del Dipartimento di Scienze della Formazione, psicologia, comunicazione dell’Università degli Studi di Bari. Alcuni, straordinari per le ridotte dimensioni e l’altrettanta completezza del disegno, furono presentati già nell’esposizione che nel 2008 fu organizzata presso al chiesa del Purgatorio, altri, assolutamente inediti, si inserirono nella ricostruzione che l’insigne storico dell’arte offrì ai visitatori in occasione dell’evento “Santità e Peccato”, che si svolse presso il Museo Diocesano nel mese di maggio del 2013, inserito nelle celebrazioni per l’anniversario della fondazione dell’Arciconfraternita della Morte. L’esposizione al pubblico della Maddalena “scandalosa” inziò già a febbraio di quello stesso anno. 

Lo scultore, come ci riporta il dott. Francesco Stanzione, mise particolare cura nel dar vita alla statua della Maddalena, che realizzò con fervorosa dedicazione, segnando una vetta insuperata nella sua produzione artistica. Presentata al pubblico durante l’estate del 1950, questa statua riscosse un ampio consenso ma, se raccolse adesioni per il pregio artistico, sollevò parecchie critiche e perplessità per motivi di carattere morale. Infatti l’autore aveva ritratto Maria di Magdala in un atteggiamento di appassionata femminilità.

Manifesto dell’inziativa “Santità e Peccato”

La giovane donna, di vistosa avvenenza, aveva le braccia interamente scoperte e distese nella stretta frenetica delle mani, il capo rivolto all’indietro esaltando la nudità del collo, le folte chiome ricadenti in ondate oscillanti sul mantello, il volto abbagliante, accecato dal furore delle lacrime.

Si dice che ad ispirare l’artista sia stata una bellissima ragazza slava di nome Tatiana Sokolov, che in quegli anni viveva a Molfetta con il padre, entrambi “sfollati” alla fine della seconda guerra mondiale che, guarda un po’, hanno coabitato con i miei nonni, nella mia casa natale, per un certo numero di anni.

Il Vescovo, Mons. Achille Salvucci, uomo di grandissima saggezza, appena prese visione dell’opera, la giudicò non adatta ad una processione, vietandone l’acquisto all’Arciconfraternita della MorteFu da allora denominata “la Maddalena scandalosa”.

Grande fu l’amarezza del Cozzoli nel vedere in un certo senso ripudiata la sua opera alla quale aveva offerto tutta la sua dedizione ed il suo estro.

Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, tratto dall’intervento su “L’arte della cartapesta di Giulio Cozzoli nelle statue dell’ Arciconfraternita della Morte” (V Convegno Internazionale di Studi sulla Cultura Popolare Religiosa “Artigiani della Fede” – Pulsano – 18 luglio 2010).

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