Le scosse registrate dalle missioni Apollo hanno rivelato che anche il nostro satellite è sismicamente attivo — e che la Terra gioca un ruolo fondamentale.

Il 5 febbraio 1971 Alan Shepard ed Edgar Mitchell, astronauti della missione Apollo 14, toccarono il suolo lunare in prossimità del cratere Fra Mauro.
L’impresa, tuttavia, non fu priva di difficoltà. L’aggancio tra il modulo di comando Kitty Hawk e il modulo lunare Antares risultò problematico: una fase sempre estremamente delicata della missione, durante la quale il modulo lunare doveva essere estratto dal suo alloggiamento all’interno del razzo. Furono necessari ben sei tentativi prima di completare con successo la manovra.
Apollo 14 rappresentò una tappa fondamentale soprattutto dal punto di vista scientifico. Gli astronauti raccolsero circa 42,9 kg di rocce lunari, campioni preziosissimi che permisero agli studiosi di stimare con maggiore precisione l’età della Luna (oggi stimata in circa 4,5 miliardi di anni, coeva alla formazione del Sistema Solare).
Oltre ai campioni, furono installati diversi strumenti scientifici sulla superficie lunare, tra cui un sismometro altamente sensibile. Fu proprio grazie a questi strumenti che si scoprì un fatto sorprendente: la Luna è sismicamente attiva.
I cosiddetti lunamoti (moonquakes) sono terremoti che si verificano sulla superficie lunare. I dati raccolti dalle missioni Apollo hanno mostrato che: – molti lunamoti profondi si verificano quando la Luna si trova nel perigeo, cioè nel punto della sua orbita più vicino alla Terra; in questa fase le forze mareali esercitate dalla gravità terrestre sono più intense e deformano leggermente la struttura interna della Luna; esistono anche lunamoti superficiali, più rari ma talvolta relativamente intensi, probabilmente legati al raffreddamento e alla contrazione del nucleo lunare.
A differenza dei terremoti terrestri, quelli lunari possono durare molto più a lungo — anche oltre un’ora — perché la Luna è priva di acqua e atmosfera: le onde sismiche si propagano più lentamente e si attenuano con maggiore difficoltà.
Il successo di Apollo 14 consolidò la fiducia nel programma e rese possibili le successive missioni Apollo 15, Apollo 16 e Apollo 17, che ampliarono ulteriormente le conoscenze geologiche e geofisiche del nostro satellite.
Oggi sappiamo che la Luna non è un mondo “morto”, ma un corpo celeste ancora dinamico, la cui attività interna — seppur modesta — racconta la storia della sua formazione e della sua evoluzione.
Insomma: sì, sulla Luna ci sono terremoti.
Anzi… lunamoti. 🌗









