Dai racconti di Angelo Boccanegra, la singolare storia della “pizza meraine”: il mollusco che un tempo alimentava speranze, superstizioni e persino qualche battuta nei vicoli di Molfetta.

Qualche anno fa il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha vietato la pesca delle oloturie, comunemente noti come ‘”cetrioli di mare” per la forma che ricorda quella dell’ortaggio, presenti nel Mar Mediterraneo con numerose specie.
La tutela di questa specie di mollusco, di cui è vietata la pesca, la detenzione e lo sbarco, si è resa necessaria per evitare che la sua sistematica distruzione potesse arrecare un danno ambientale irreparabile ai nostri ecosistemi marini, poiché le oloturie svolgono un ruolo fondamentale nell’ossigenazione delle acque e nel riciclo di sostanze organiche nell’ambiente in cui vivono.
La loro pesca indiscriminata trae origine dall’ingente richiesta dei mercati orientali, ove le oloturie sono utilizzate per la produzione di cosmetici, ma anche per finalità puramente alimentari, costituendo un piatto ricercato della gastronomia cinese.
Ai più conosciuta a Molfetta come “pizza meraine” (pizza marina), questo mollusco a forma cilindrica dall’aspetto poco rassicurante, in passato, veniva mangiato anche dalle nostre parti.
Si racconta che questo mollusco fosse ricercato particolarmente dalle donne che volevano ingravidarsi. In pratica, le donne desiderose di avere un figlio, si recavano al porto di Molfetta aspettando i pescherecci della “giornata” (quelli che effettuavano una battuta di pesca in un giorno salpando la mattina presto e ritornando nel pomeriggio) per vedere se avessero pescato il gustoso e “promettente” mollusco. Pare che le donne avessero la precedenza nell’acquisto di questo mollusco che spesso gli veniva loro regalato. L’origine di questa superstizione non la conosciamo, non esiste evidenza scientifica alcuna che correli il consumo dell’oloturia col rimanere gravide.
Oltre alla su forma (forse il motivo della superstizione nata in tempi remoti dalle nostre parti), l’oloturia ha la caratteristica di diventare subito molliccia, perdendo le sue peculiari caratteristiche organolettiche, se lasciata per un po’ di tempo all’aria o in acqua intiepidita dal sole. Ancora oggi, per questa sua peculiarità, resiste ancora il detto: “sì come a ne pizza meraine” (letteralmente: sei come una pizza marina). Come dire a qualcuno: sei davvero privo di carattere, fiacco!








