Prorogato al 15 settembre il bando da 15 milioni di euro per nuovi centri comunali di raccolta differenziata. Dopo aver ricostruito la storia dell’impianto pubblico nato oltre vent’anni fa, torniamo sul tema per riflettere sulle opportunità che potrebbero aprirsi per Molfetta e per il rilancio del sistema di gestione dei rifiuti.

Chi segue con continuità Molfetta Discute Magazine sa che quello dedicato all’ASM non è un argomento affrontato episodicamente, ma un vero e proprio percorso di approfondimento che stiamo portando avanti da tempo.
Abbiamo scelto di seguire da vicino tutto ciò che riguarda la società partecipata, i servizi pubblici, la raccolta differenziata, gli impianti, i bilanci, gli investimenti e le prospettive di sviluppo dell’azienda. Lo abbiamo detto fin dall’inizio: non ci interessano le polemiche fini a sé stesse, ma la comprensione dei fatti. Continueremo quindi ad analizzare ogni passaggio che possa contribuire a comprendere come viene gestito uno dei servizi pubblici più importanti per la città.
Negli ultimi giorni abbiamo affrontato due temi strettamente collegati. Da una parte abbiamo approfondito la filiera della raccolta degli indumenti usati, spiegando come dietro un servizio apparentemente semplice si nasconda un sistema complesso fatto di economia circolare, recupero delle materie prime, norme ambientali e controlli. Successivamente siamo tornati sulla storia dell’impianto pubblico di selezione della raccolta differenziata realizzato nei primi anni Duemila nell’ambito del piano commissariale regionale per l’emergenza rifiuti. Una struttura che, all’epoca della sua realizzazione, rappresentava un’infrastruttura moderna e strategica per l’intero territorio e che, per molti anni, ha costituito uno dei principali punti di forza dell’ASM di Molfetta.
In quell’approfondimento ci siamo soffermati soprattutto sulla necessità di ricostruire con chiarezza la storia amministrativa dell’impianto, il suo percorso negli anni e i numerosi interrogativi che ancora oggi accompagnano alcune fasi della sua vicenda. Oggi, però, il nostro sguardo si sposta dal passato al futuro.
La Regione Puglia ha infatti disposto un’ulteriore proroga dei termini dell’Avviso pubblico destinato alla selezione di proposte progettuali per la realizzazione di nuovi centri comunali di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, finanziato nell’ambito del Programma Regionale Puglia 2021-2027, Asse II – Azione 2.10 “Interventi per la gestione dei rifiuti urbani”.
La nuova scadenza è stata fissata alle ore 23.59 del 15 settembre 2026. La proroga non rappresenta soltanto uno slittamento di termini burocratici. Rappresenta, soprattutto, un’ulteriore finestra temporale attraverso la quale i Comuni pugliesi possono candidare progetti destinati a migliorare le infrastrutture per la raccolta differenziata, aumentare la qualità dei servizi offerti ai cittadini, ridurre il ricorso alla discarica e rafforzare il sistema dell’economia circolare. La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 15 milioni di euro, destinati proprio alla realizzazione o al potenziamento dei centri comunali di raccolta.
Gli interventi finanziabili riguardano infrastrutture capaci di migliorare la gestione dei rifiuti urbani, favorire una raccolta differenziata più efficiente e incrementare la partecipazione dei cittadini ai processi di sostenibilità ambientale. Sono obiettivi che coincidono perfettamente con le sfide che attendono tutte le amministrazioni locali e, naturalmente, anche Molfetta. Proprio per questo riteniamo che questa notizia meriti attenzione. Non perché vi sia la certezza che il Comune presenterà un progetto, né perché spetti a noi suggerire quali scelte amministrative debbano essere compiute. Ma perché ogni opportunità di finanziamento destinata a migliorare infrastrutture pubbliche così importanti rappresenta una possibilità che merita di essere attentamente valutata dall’Amministrazione comunale e dai nuovi vertici dell’ASM.
Molfetta, del resto, non parte da zero. La città dispone già di una storia importante nel settore della raccolta differenziata e dell’impiantistica pubblica. Lo dimostra proprio la vicenda dell’impianto commissariale realizzato oltre vent’anni fa, nato grazie a una visione regionale che individuò Molfetta come uno dei nodi strategici del sistema pugliese della raccolta differenziata. Quella esperienza dimostra che il nostro territorio ha già saputo, in passato, intercettare investimenti significativi e trasformarli in infrastrutture al servizio della collettività, nel pieno rispetto delle normative e con tutte le autorizzazioni necessitate da uno sviluppo delle attività di prima lavorazione, quando c’erano “altre persone giuste”, nei “posti giusti”.
Naturalmente la storia successiva dell’ASM ha conosciuto fasi molto più complesse, caratterizzate da criticità gestionali, economiche e organizzative che abbiamo iniziato ad approfondire nei nostri precedenti interventi e che continueremo a seguire con il consueto equilibrio, sempre distinguendo i fatti dalle opinioni. Proprio per questo riteniamo che il rilancio dell’azienda non possa limitarsi al rinnovo degli organi di amministrazione, pur importante. Le nuove nomine rappresentano un punto di partenza.
Il vero cambiamento si misurerà soprattutto nella capacità di programmare, pianificare il futuro, intercettare risorse, investire in nuove infrastrutture, rafforzare i servizi e utilizzare nel modo più efficace possibile ogni euro di denaro pubblico. È su questi aspetti che, probabilmente, si costruisce il futuro di una società partecipata.
Se nei giorni scorsi abbiamo guardato al passato, ricostruendo la storia di un impianto pubblico nato grazie a una lungimirante programmazione regionale, oggi è il momento di guardare avanti. La proroga dell’Avviso regionale non è soltanto una notizia amministrativa. È il segnale che continuano a esistere strumenti e risorse per migliorare il sistema della raccolta differenziata e rafforzare le infrastrutture ambientali dei territori.
Le risorse economiche, da sole, non cambiano un territorio. Servono idee, capacità di programmazione e una visione di lungo periodo. La proroga del bando regionale offre ai Comuni il tempo necessario per costruire progetti che guardino davvero al futuro.
Naturalmente saranno il Comune e i nuovi vertici dell’ASM a valutare se esistano le condizioni per cogliere questa opportunità e con quale progetto candidarsi. A noi spetta un compito diverso. Continuare a seguire, passo dopo passo, tutto ciò che riguarda il futuro dell’ASM, documentando opportunità, criticità e risultati concreti. Lo abbiamo promesso ai nostri lettori e intendiamo mantenere quell’impegno. Perché il rilancio di una società pubblica non passa soltanto dalle dichiarazioni o dai cambiamenti ai vertici, ma soprattutto dalla capacità di costruire una visione di lungo periodo. Ed è proprio quella visione che continueremo a raccontare, approfondire e verificare insieme ai nostri lettori.









