Cittadini protagonisti nella costruzione del programma condiviso: partecipazione, inclusione e giustizia le parole chiave del percorso guidato da Manuel Minervini

Una sala viva, attraversata da idee, voci e visioni. È questo il clima che ha caratterizzato l’iniziativa promossa dalla coalizione progressista di Molfetta presso la Fabbrica di San Domenico, dove una partecipazione ampia e coinvolta ha dato forma a qualcosa che va oltre il tradizionale incontro politico: un vero laboratorio di cittadinanza attiva.
Non un semplice momento di ascolto, ma un’occasione concreta di costruzione condivisa. I cittadini non sono stati spettatori, bensì protagonisti di un processo che punta a riscrivere le regole della partecipazione pubblica. Sei tavoli tematici hanno animato il confronto — dall’ambiente all’economia del mare, dal lavoro alla cultura, fino ai diritti e all’efficienza amministrativa — offrendo spazio a contributi diversi ma convergenti verso un obiettivo comune: immaginare insieme il futuro della città.
Esperienze, competenze e sensibilità si sono intrecciate in un dialogo aperto, inclusivo e orientato all’azione. È proprio in questo approccio che risiede la forza dell’iniziativa: restituire centralità alla comunità, trasformando bisogni e proposte in materia viva per un programma elettorale costruito dal basso.
A chiudere la giornata, la plenaria finale ha raccolto e rilanciato l’energia emersa nei tavoli. Manuel Minervini ha indicato con chiarezza la rotta: partecipazione, inclusione e giustizia non come semplici parole, ma come impegni concreti per una Molfetta più equa, aperta e solidale.
Le proposte emerse durante i lavori saranno ora affidate ai partiti della coalizione, che le tradurranno in un programma organico sotto la supervisione del candidato sindaco, per poi restituirlo alla città nei prossimi giorni. Un passaggio che segna il passaggio dalle idee all’azione, mantenendo intatto lo spirito partecipativo che ha animato l’intera giornata.
Quella vissuta alla Fabbrica di San Domenico non è stata soltanto un’iniziativa politica, ma l’avvio di un percorso collettivo. Un invito rivolto a tutta la comunità a essere parte attiva, a prendere parola, a contribuire con responsabilità e visione. Perché il futuro di Molfetta, questa volta, non si annuncia soltanto: si costruisce insieme. E si costruisce a partire da un metodo chiaro: ascolto reale, confronto aperto e restituzione concreta delle idee raccolte. È questa la sfida che la coalizione progressista sembra voler raccogliere, trasformando una giornata partecipata in un impegno continuativo.
Il percorso avviato alla Fabbrica di San Domenico, infatti, non si esaurisce nell’entusiasmo dell’incontro, ma punta a radicarsi nel tempo, accompagnando la definizione delle scelte future e mantenendo vivo il dialogo con la città. Un processo che ambisce a superare la distanza tra cittadini e istituzioni, riportando la politica tra le persone e dentro i luoghi della vita quotidiana.
In questo senso, l’alta partecipazione registrata rappresenta già un segnale significativo: la voglia di esserci, di incidere, di contribuire è concreta. E quando trova spazi autentici di espressione, riesce a trasformarsi in proposta, visione, progettualità.
Il messaggio che arriva da questa giornata è netto: Molfetta vuole essere protagonista del proprio futuro. E lo fa scegliendo la strada più impegnativa ma anche più solida — quella della condivisione.
Un cammino appena iniziato, ma già tracciato nella direzione di una città più consapevole, inclusiva e capace di guardare avanti insieme. Perché le idee, quando sono coltivate collettivamente, hanno davvero la forza di far rifiorire una comunità.







