Corso Umberto si rifà il look, e il Comune parla di rigenerazione urbana. Nulla da eccepire sulla cura del verde, naturalmente. Ma i cittadini ricordano che la città non finisce lì.

Questa mattina sono iniziati gli interventi di sistemazione delle aiuole di Corso Umberto, con la pulizia dei vasi, la rimozione del terriccio deteriorato e la messa a dimora di nuove piante. Un intervento certamente utile, perché la cura degli spazi pubblici passa anche da queste piccole operazioni quotidiane. Fin qui, nulla da eccepire.
Qualche perplessità nasce, semmai, quando una normale attività di manutenzione viene presentata come un tassello della “rigenerazione urbana”. Perché una città ha bisogno di essere curata, naturalmente, ma forse non è necessario trasformare ogni intervento ordinario in una notizia da celebrare. Pulire un’aiuola, sostituire una pianta o rinnovare il terriccio dovrebbero appartenere, prima ancora che alla rigenerazione urbana, alla normale amministrazione di una città. E proprio perché si parla di verde pubblico, sono stati alcuni cittadini a spostare l’attenzione dal tratto più centrale e visibile di Corso Umberto al resto della città.
C’è chi si domanda, per esempio, se sia davvero opportuno piantare a settembre essenze tipicamente estive e suggerisce maggiore attenzione nella scelta delle specie, privilegiando piante perenni o più adatte alla stagione. Un’osservazione tecnica che, se fondata, meriterebbe semplicemente una risposta. Ma c’è soprattutto chi ricorda che prima di piantare nuove essenze forse bisognerebbe assicurarsi che quelle già piantate vengano mantenute e curate. È il caso segnalato per gli alberelli e le bordure di via Don Minzoni, che secondo alcuni cittadini, sarebbero già in sofferenza nonostante le precedenti segnalazioni.
E poi ci sono altre zone della città. Viale Martiri della Resistenza, i marciapiedi nei pressi degli istituti scolastici, l’area del Palazzo dello Sport: luoghi dove, secondo le segnalazioni, erba secca, vegetazione non curata o alberi da sostituire attenderebbero ancora un intervento.
È proprio qui che una piccola notizia di manutenzione diventa, forse, qualcosa di più interessante. Non perché non si debbano sistemare le aiuole di Corso Umberto, ma perché ogni intervento sul verde dovrebbe inserirsi in una manutenzione costante, diffusa e possibilmente non legata soltanto alle strade più centrali o più visibili.
La domanda, allora, non è se sia giusto sistemare quelle aiuole. Certo che lo è. La domanda è se, dopo Corso Umberto, ci sia un programma altrettanto puntuale per il resto della città. Perché la vera rigenerazione urbana, alla fine, non dovrebbe essere quella che si fotografa meglio. Dovrebbe essere quella che si vede anche dove non ci sono fotografi









