Giunta Minervini, definiti anche i nuovi equilibri in Consiglio: nella maggioranza salgono a cinque le donne


Con la nomina degli assessori si completa anche il quadro del Consiglio comunale. I subentri ridisegnano la maggioranza e rafforzano la presenza femminile nell’aula Carnicella
Nella foto, il sindaco Manuel Minervini con il vicesindaco Annalisa Altomare (Partito Democratico), alla quale sono state affidate le deleghe a Bilancio, Patrimonio e Partecipate, Personale, Affari legali e contenzioso e Sanità.

Con l’ufficializzazione della giunta comunale da parte del sindaco Manuel Minervini, prende forma anche la composizione definitiva del Consiglio comunale. La scelta di nominare assessori tre consiglieri eletti – Annalisa Altomare, Dario La Forgia e Corrado Minervini – determina infatti altrettanti subentri tra i banchi della maggioranza secondo quanto già evidenziato da Mimmo Favuzzi, uno dei nostri più autorevoli commentatori.

Al posto di Altomare, entrata in giunta con l’incarico di vicesindaco, subentra Vito Farinola per il Partito Democratico. Il Movimento 5 Stelle vede invece l’ingresso di Alessandra Di Gioia, che prende il posto di Dario La Forgia, mentre nella lista Rinascere l’approdo in giunta di Corrado Minervini apre le porte del Consiglio comunale ad Annamaria Gagliardi.

È proprio da questi avvicendamenti che emerge un dato politico finora rimasto in secondo piano. Con l’ingresso di Gagliardi e Di Gioia salgono infatti a cinque le donne che siederanno tra i banchi della maggioranza consiliare. Alle già elette Silvia Rana, Paola Zaza e Clara Spagnoletta si aggiungono dunque le due nuove consigliere, rafforzando la rappresentanza femminile nell’assemblea cittadina e portando a un equilibrio di genere più marcato sia nell’esecutivo, dove le assessore sono tre, sia nel gruppo di maggioranza.

La composizione della maggioranza consiliare risulta quindi così definita: Rifondazione Comunista sarà rappresentata da Giovanni Infante, Paola Zaza e Pasquale De Candia; Rinascere da Adriano Failli, Michele Jacono e Annamaria Gagliardi; il Partito Democratico da Guglielmo Grosso, Giulio Calvani e Vito Farinola; il Movimento 5 Stelle da Simone Andriani e Alessandra Di Gioia. Completano lo schieramento di maggioranza Graziano Salvemini per Demos, Silvia Rana per Alleanza Verdi e Sinistra, Clara Spagnoletta per Più di Così e Leonardo Siragusa, espressione di Spazio Riformista, che ricoprirà il ruolo di presidente del Consiglio comunale.

Con la definizione dei subentri si completa così il mosaico istituzionale della nuova amministrazione. Da una parte la giunta chiamata a guidare l’azione di governo della città, dall’altra un Consiglio comunale nel quale la maggioranza si presenta con una rappresentanza politica coerente con gli equilibri usciti dalle urne e con una presenza femminile significativamente rafforzata rispetto all’assetto iniziale.

La giunta comunale del sindaco di Molfetta, Manuel Minervini. Sette assessori, sette forze politiche della coalizione. Annalisa Altomare (PD) — vicesindaco — Bilancio, patrimonio e partecipate, personale, affari legali e contenzioso, sanità. Simona de Laurentiis (AVS) — Ambiente e aree verdi, decoro urbano, pari opportunità e politiche di genere, benessere animale, istituti di partecipazione. Dario La Forgia (M5S) — Sport e impiantistica sportiva, turismo, politiche giovanili, legalità, transizione energetica e digitale. Gabriella Massari (Più di Così) — Pianificazione territoriale, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, qualità della vita. Ezio Mazzola (Demos) — Mare, porto, infrastrutture e opere, arredo urbano e manutenzioni, appalti e contratti. Corrado Minervini (Rinascere) — Cultura, lavoro, economia e strutture mercatali, innovazione e promozione territoriale, attività produttive. Gianni Porta (Rifondazione Comunista) — Solidarietà sociale, pace, cooperazione internazionale, politiche abitative e istruzione. Le deleghe a polizia locale, sicurezza e protezione civile restano al sindaco.
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