Presentata la squadra di governo della città. Sette assessori in rappresentanza della maggioranza, tre deleghe restano al sindaco. Tutti i nomi e le deleghe della nuova giunta, seguiti dalla nostra lettura degli equilibri politici che ne hanno determinato la composizione.

Con la presentazione ufficiale avvenuta questa mattina nella sede comunale di Lama Scotella, il sindaco Manuel Minervini ha svelato la composizione della sua prima giunta, dando così avvio alla nuova stagione amministrativa di Molfetta. Un esecutivo dal chiaro profilo politico, espressione diretta delle forze che hanno sostenuto la coalizione vincente e frutto di un equilibrio costruito all’interno della maggioranza.
Dopo la conferenza stampa il primo cittadino ha ribadito la filosofia che ha guidato la composizione della squadra. «La giunta ha un carattere politico in quanto espressione diretta delle forze che compongono la maggioranza, una scelta già espressa subito dopo l’elezione», ha spiegato Minervini, rivendicando la volontà di affidare alle forze politiche un ruolo centrale nell’azione di governo.
Per il sindaco, infatti, il coinvolgimento dei partiti non rappresenta soltanto una scelta di rappresentanza, ma uno strumento per rafforzare il rapporto con la città. «Credo fortemente nel contributo positivo che l’attivismo e la partecipazione delle forze politiche possono dare alle scelte amministrative, nonché alla rigenerazione delle dinamiche partecipative nel più ampio contesto politico cittadino», ha affermato.
L’obiettivo dichiarato resta quello di imprimere una svolta amministrativa attraverso un equilibrio tra esperienza politica e competenze tecniche. «Si tratta, insomma, di mettere in campo un mix di competenze tecniche e politiche necessarie per avviare il percorso di cambiamento della città che è uno degli obiettivi caratterizzanti della nuova amministrazione», ha concluso il primo cittadino.
La nuova squadra di governo è composta da sette assessori, tre donne e quattro uomini, in rappresentanza delle forze che costituiscono la maggioranza consiliare.
Ad Annalisa Altomare (Partito Democratico) sono affidate le deleghe a Bilancio, patrimonio e partecipate, personale, affari legali e contenzioso, sanità. Per lei anche l’incarico di vicesindaco. La sua nomina comporta il subentro in Consiglio comunale di Vito Farinola, primo dei non eletti nella lista del Partito Democratico.
Simona De Laurentiis (Alleanza Verdi e Sinistra) assume le deleghe ad Ambiente e aree verdi, decoro urbano, pari opportunità e politiche di genere, benessere animale, istituti di partecipazione.
A Dario La Forgia (Movimento 5 Stelle) vengono assegnate le competenze su Sport e impiantistica sportiva, turismo, politiche giovanili, legalità, transizione energetica e digitale.
Per Gabriella Massari (Più di Così) le deleghe riguardano Pianificazione territoriale, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile, qualità della vita.
Ezio Mazzola (Demos) sarà assessore con deleghe a Mare, porto, infrastrutture e opere, arredo urbano e manutenzioni, appalti e contratti. La sua nomina non determina alcun subentro in Consiglio comunale, essendo risultato secondo nella lista di Demos alle spalle di Graziano Salvemini, già eletto.
A Corrado Minervini (Rinascere) spettano le deleghe a Cultura, lavoro, economia e strutture mercatali, innovazione e promozione territoriale, attività produttive (agricoltura, artigianato, commercio, industria, pesca, servizi). Il suo ingresso in giunta apre invece le porte dell’aula Carnicella ad Anna Maria Gagliardi, quarta classificata nella lista Rinascere per numero di preferenze.
Chiude la squadra Gianni Porta (Rifondazione Comunista), chiamato a rappresentare il partito che alle ultime amministrative ha fatto registrare il miglior risultato in termini di consenso. A lui sono affidate le deleghe a Solidarietà sociale, pace, cooperazione internazionale, politiche abitative e istruzione.
Il sindaco ha scelto inoltre di mantenere direttamente le deleghe a Polizia locale, sicurezza e protezione civile, settori particolarmente delicati che resteranno sotto il suo coordinamento diretto.
La composizione dell’esecutivo restituisce l’immagine di una maggioranza nella quale ogni forza politica trova una propria rappresentanza e un proprio spazio di responsabilità amministrativa. Un assetto che punta a garantire equilibrio tra le diverse anime della coalizione e che, almeno nella sua fase iniziale, sembra rispondere alla necessità di tenere insieme tutte le sensibilità emerse durante il percorso elettorale.
Naturalmente sarà il lavoro quotidiano a misurare la solidità di questo equilibrio. Le deleghe assegnate delineano una squadra chiamata ad affrontare fin da subito dossier complessi e aspettative elevate. La sfida della prima giunta Minervini sarà quella di trasformare l’unità politica costruita al momento della nomina in una concreta capacità amministrativa, mantenendo coesa una maggioranza ampia e articolata mentre prenderanno forma le prime scelte di governo della città. E, come spesso accade quando si compone una giunta politica, il vero banco di prova non sarà la fotografia del giorno della presentazione, ma la capacità dell’esecutivo di attraversare senza scosse le inevitabili fasi più delicate della consiliatura. La distribuzione delle deleghe appare il risultato di un lavoro di mediazione che ha consentito a tutte le forze della coalizione di trovare una rappresentanza, valorizzando il peso elettorale e gli equilibri maturati dopo il voto.
Al momento prevale il messaggio dell’unità e della collaborazione istituzionale, anche perché nessuno, a poche settimane dall’insediamento, avrebbe interesse a mettere in evidenza eventuali divergenze. È il tempo della fiducia, delle dichiarazioni d’intenti e della volontà di dimostrare che il progetto politico può tradursi in un’azione amministrativa efficace.
Eppure, come insegna la politica locale, gli equilibri non sono mai statici. Dietro ogni giunta convivono sensibilità diverse, aspettative, legittime ambizioni e rapporti di forza destinati inevitabilmente ad evolversi con il passare dei mesi. È un aspetto che appartiene alla fisiologia di qualsiasi coalizione ampia e che, almeno per ora, resta sullo sfondo.
Si dice, e non si dice, che qualche malumore abbia accompagnato il percorso che ha portato alla definizione della squadra di governo. Nulla che oggi trovi conferme ufficiali, nulla che possa oscurare l’immagine di compattezza che la maggioranza ha voluto offrire alla città. Del resto, il tempo delle valutazioni politiche arriverà quando i primi provvedimenti metteranno alla prova la tenuta dell’esecutivo e la capacità di ogni forza della coalizione di fare sintesi.
Per ora resta la fotografia di una squadra che nasce con il consenso dei partiti che sostengono Manuel Minervini e con l’ambizione dichiarata di imprimere un cambio di passo all’amministrazione cittadina. Saranno i fatti, più delle dichiarazioni, a dire se questa prima giunta saprà consolidarsi nel tempo e trasformare gli equilibri politici di oggi in una stabile e concreta azione di governo.







