Il finanziamento regionale riguarda tre Comuni, ma a Molfetta la gara è stata revocata mentre altrove l’iter amministrativo ha continuato a procedere. Alla Camera è stato accolto un ordine del giorno per prorogare al 2027 i termini dei fondi POC. Non è ancora una proroga effettiva, ma riapre una questione che merita risposte.

La vicenda del dragaggio del porto di Molfetta si arricchisce di nuovi elementi. Dopo il ricorso presentato da Doronzo Infrastrutture S.r.l. contro la decisione del Comune di revocare la procedura di gara, emergono altre circostanze che meritano di essere approfondite. Riguardano il finanziamento regionale, il comportamento degli altri Comuni beneficiari delle stesse risorse e, soprattutto, la possibilità che il termine del 31 dicembre 2026 non fosse necessariamente l’ultimo orizzonte temporale disponibile. Non si tratta di cambiare argomento o di tornare sulle polemiche politiche che hanno accompagnato la vicenda della vasca di colmata. Si tratta, piuttosto, di ricostruire il quadro amministrativo e finanziario nel quale sono maturate le decisioni del Comune, cercando di capire se esistessero alternative concrete alla revoca della gara e quali conseguenze potranno derivarne per la città.
Un finanziamento regionale che riguarda tre porti
Partiamo dai documenti. Con la Deliberazione della Giunta regionale n. 1578 del 18 novembre 2024, la Regione Puglia ha disposto una riprogrammazione finanziaria nell’ambito del Programma Operativo Complementare POC Puglia 2014-2020, Asse VII, Azione 7.4, destinando complessivamente 20.821.110,70 euro agli interventi di dragaggio dei fondali marini e alla gestione dei sedimenti estratti nei porti di Rodi Garganico, Molfetta e Mola di Bari. Non sono tre interventi isolati, ma tre progetti inseriti nello stesso quadro di programmazione regionale, con una dotazione finanziaria complessiva che supera i 20,8 milioni di euro. Per Molfetta, la quota destinata all’intervento sulla vasca di colmata e al dragaggio ammonta a oltre 6,5 milioni di euro. Un elemento che avevamo già evidenziato nei nostri precedenti approfondimenti, confrontando le scadenze e gli sviluppi amministrativi dei tre Comuni.
La questione, adesso, assume un significato ancora più importante. Se il termine del 31 dicembre 2026 era noto e comune a tutti gli interventi, diventa legittimo chiedersi come mai a Molfetta si sia arrivati alla revoca della procedura di gara, mentre per gli altri Comuni si siano registrati ulteriori passaggi amministrativi. Non significa che le situazioni siano necessariamente identiche. Ogni porto ha le proprie caratteristiche, le proprie autorizzazioni e le proprie difficoltà tecniche. Ma proprio per questo sarebbe utile conoscere con precisione lo stato di avanzamento dei tre progetti e capire quali ostacoli abbiano determinato scelte differenti.
Per Mola di Bari, ad esempio, la documentazione pubblica restituisce un quadro di attività amministrativa ancora in corso. Nel luglio 2026 risultano provvedimenti della Soprintendenza relativi alle autorizzazioni paesaggistiche e agli interventi in area portuale. Inoltre, il 2 ottobre 2026 è stata pubblicata una procedura di gara per il servizio di monitoraggio ambientale nell’ambito del progetto di dragaggio e gestione dei sedimenti, con una base economica di 422.400 euro.
Sono passaggi che dimostrano come l’iter collegato al dragaggio abbia continuato a produrre atti e procedure anche negli ultimi mesi. Per Rodi Garganico sarà invece necessario completare la ricostruzione attraverso gli atti della relativa amministrazione. Il confronto, dunque, non serve a stabilire chi abbia amministrato meglio sulla base di poche informazioni, ma a comprendere perché, davanti a una medesima scadenza finanziaria, le strade intraprese possano essere state differenti.
La proroga che potrebbe cambiare lo scenario
C’è poi un altro elemento, forse ancora più interessante, che riguarda proprio la scadenza del finanziamento. Il termine del 31 dicembre 2026 è previsto dall’articolo 242, comma 7, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77. La disposizione disciplina il completamento degli interventi finanziati attraverso i Programmi Operativi Complementari relativi alla programmazione 2014-2020. Ebbene, alla Camera dei deputati è stata portata avanti un’iniziativa parlamentare proprio per chiedere una proroga di questo termine.
Il deputato del Partito Democratico Marco Lacarra aveva già presentato, nell’ambito dell’esame del decreto-legge PNRR, un ordine del giorno accolto il 9 aprile 2026, con il quale si chiedeva al Governo di valutare la possibilità di spostare la scadenza al 31 dicembre 2027. La questione è tornata successivamente all’attenzione della Camera con l’ordine del giorno n. 9/2987-A/10, presentato dallo stesso Lacarra e accolto nella seduta del 3 agosto 2026, dopo una riformulazione dell’impegno da parte del Governo. Il testo approvato richiama proprio il precedente impegno parlamentare e sollecita l’esecutivo a darvi seguito.
Attenzione, però: non significa che la proroga sia già stata concessa. Un ordine del giorno approvato dalla Camera impegna politicamente il Governo, ma non modifica automaticamente una scadenza fissata dalla legge. Per rendere effettivo lo slittamento al 31 dicembre 2027 occorre un successivo provvedimento normativo. La distinzione è importante e non va sottovalutata.
Resta però un fatto: la possibilità di un differimento della scadenza era già stata portata all’attenzione del Parlamento e il Governo aveva assunto un impegno in questa direzione.
A questo punto la domanda diventa inevitabile: quanto era ragionevole considerare definitivamente insuperabile il termine del 31 dicembre 2026 quando si è deciso di interrompere la procedura di gara a Molfetta? E soprattutto, quali interlocuzioni sono state avviate per verificare se questa possibilità potesse tradursi in una soluzione concreta anche per il finanziamento del nostro porto?
Il conto del contenzioso continua a crescere
Nel frattempo, la vicenda ha aperto anche un nuovo capitolo sul piano economico. Come abbiamo già ricostruito nel precedente articolo, con la Determinazione dirigenziale n. 1101 del 1° settembre 2026 era stato affidato all’avvocato Giovanni Abbattista un incarico di supporto e assistenza legale al responsabile unico del progetto per la procedura relativa al dragaggio e alla gestione dei sedimenti, per un importo complessivo di 42.314,48 euro.
Adesso, con la Determinazione dirigenziale n. 1427 del 4 novembre 2026, il Comune ha disposto la costituzione in giudizio davanti al TAR Puglia per difendere la propria decisione di revocare la gara. Anche in questo caso l’incarico è stato affidato allo stesso professionista, per un importo di 24.858,67 euro, con imputazione al bilancio 2027.
Sono due incarichi distinti, con finalità differenti, ma entrambi collegati alla medesima vicenda amministrativa. La somma dei due importi supera i 67 mila euro. È bene precisare che si tratta di impegni economici complessivi e non della certificazione di somme già materialmente pagate.
Non è questo il momento di anticipare giudizi sulle responsabilità o sull’esito del contenzioso. Sarà il TAR a valutare le contestazioni presentate dall’impresa e la legittimità degli atti impugnati. Ma il dato economico merita attenzione. Perché, oltre alle risorse già impiegate nella progettazione e nella preparazione della procedura originaria, si aggiungono adesso anche i costi dell’assistenza legale e della difesa in giudizio. E il problema principale resta ancora irrisolto: il dragaggio non è stato realizzato e occorre capire con quali tempi, attraverso quale progetto e utilizzando quali risorse si intenda procedere.
Le domande che attendono ancora una risposta
A questo punto il quadro presenta diversi interrogativi che non possono essere liquidati con una semplice spiegazione legata alla scadenza del finanziamento.
La prima questione riguarda il confronto con gli altri Comuni beneficiari delle risorse regionali. Sarebbe utile conoscere lo stato aggiornato delle procedure di Rodi Garganico e Mola di Bari, verificando se e come abbiano affrontato il problema della scadenza del 31 dicembre 2026.
La seconda riguarda l’iniziativa parlamentare per la proroga. L’Amministrazione comunale era a conoscenza dell’ordine del giorno presentato da Lacarra e del suo accoglimento? Sono state avviate interlocuzioni con la Regione o con il Governo per capire quali conseguenze avrebbe potuto avere un eventuale differimento dei termini?
La terza riguarda il futuro del progetto di Molfetta. La revoca della gara, disposta con la Determinazione dirigenziale n. 1223 del 28 settembre 2026, ha interrotto una procedura arrivata alla proposta di aggiudicazione. Ma quale percorso alternativo è stato concretamente predisposto? E soprattutto, come si intende garantire che il dragaggio venga comunque realizzato senza perdere il finanziamento?
Sono domande che riguardano la gestione delle risorse pubbliche e la capacità dell’Amministrazione di programmare e portare a termine opere necessarie per la città. La vasca di colmata può essere oggetto di una scelta politica e amministrativa, così come possono essere valutate soluzioni alternative per la gestione dei sedimenti. Ma il dragaggio resta un’esigenza concreta del porto e non può essere lasciato in secondo piano.
Nel frattempo, mentre il contenzioso si sposta nelle aule del TAR e si attendono eventuali provvedimenti del Governo sulla proroga dei fondi, il tempo continua a passare. Ecco perché il problema non è soltanto capire se la revoca della gara fosse legittima. È capire se fosse davvero inevitabile, se siano state valutate tutte le possibilità disponibili e se, nel frattempo, non si sia finito per compromettere proprio quell’intervento che avrebbe dovuto essere realizzato. Perché una cosa è certa: cambiare progetto può essere una scelta legittima. Ma interrompere una procedura senza avere già pronto un percorso alternativo concreto significa assumersi una responsabilità amministrativa e politica che qualcuno dovrà prima o poi spiegare ai cittadini.
Il mare non aspetta. E il porto di Molfetta, ancora una volta, resta in attesa di risposte.









