Prosegue l’analisi di Mimmo Favuzzi, già avviata nelle scorse settimane su Molfetta Discute Group: nuovi dati e nuovi interrogativi sul futuro dell’azienda municipalizzata che gestisce il servizio rifiuti.

Prosegue l’analisi di Mimmo Favuzzi, già avviata nelle scorse settimane su Molfetta Discute Group: nuovi dati e nuovi interrogativi sul futuro dell’azienda municipalizzata che gestisce il servizio rifiuti. Nei giorni scorsi Molfetta Discute Magazine aveva dedicato un approfondimento al primo capitolo del “Dossier ASM” elaborato da Mimmo Favuzzi, tra i commentatori più attenti e documentati di Molfetta Discute Group. In quell’occasione avevamo analizzato alcune determine dirigenziali che mettevano in evidenza costi aggiuntivi sostenuti dall’azienda municipalizzata, l’impatto delle decisioni assunte dall’AGER sul ciclo dei rifiuti, la necessità di consulenze specialistiche a supporto dell’Amministrazione e, soprattutto, annunciato che quello rappresentava soltanto il primo capitolo di un approfondiml’avvicinarsi della scadenza del contratto di servizio fissata al 31 dicembre 2026. Lo stesso Favuzzi aveva annunciato che quello rappresentava soltanto il primo capitolo di un approfondimento destinato a proseguire.
A distanza di pochi giorni è arrivato infatti un nuovo aggiornamento che amplia notevolmente il quadro e introduce ulteriori elementi di riflessione sullo stato di salute dell’ASM e sulle scelte che attendono il Comune nei prossimi mesi. “Avevamo aperto questo dossier a giugno. I numeri nel frattempo sono diventati molto peggiori. Ed è ora che la città lo sappia.” È da questa considerazione che prende avvio il nuovo intervento pubblicato su Molfetta Discute Group.
Uno dei primi aspetti evidenziati riguarda il bilancio 2024 della società. Formalmente ASM ha chiuso quell’esercizio in attivo. Tuttavia, come osserva Favuzzi, il risultato finale racconta una situazione tutt’altro che rassicurante: l’utile registrato ammonta infatti a soli 14.318 euro a fronte di quasi 19 milioni di euro di ricavi complessivi. “Un equilibrio fragile, costruito su una montagna di problemi rinviati”, scrive l’autore del dossier. Un margine così contenuto, in effetti, lascia poco spazio agli imprevisti e fotografa una situazione economica che già allora appariva estremamente delicata.
Favuzzi richiama inoltre l’attenzione su un ulteriore elemento che ritiene significativo: il bilancio sarebbe stato approvato con circa 180 giorni di ritardo rispetto ai termini ordinari previsti dalla normativa. Un dato che, pur essendo di natura prevalentemente amministrativa, viene indicato come un possibile segnale delle difficoltà attraversate dall’azienda. Se il 2024 appariva fragile, il quadro delineato per il 2025 risulta ancora più preoccupante.
Secondo quanto ricordato nel dossier, durante la campagna elettorale l’attuale sindaco Manuel Minervini aveva pubblicamente denunciato che ASM si apprestava a chiudere l’esercizio 2025 con una perdita stimata attorno a 1,8 milioni di euro. Un dato che, se confermato dai documenti contabili ufficiali, segnerebbe il passaggio da un utile quasi simbolico a una perdita di dimensioni molto rilevanti. Favuzzi individua anche la principale causa di questo peggioramento. Il 1° giugno 2025 ASM ha infatti dovuto interrompere l’attività dell’impianto dedicato alla selezione degli imballaggi in plastica, una struttura che occupava oltre quaranta lavoratori. “L’impianto era obsoleto, non rispettava più i requisiti minimi di COREPLA e il contratto è stato interrotto”, evidenzia il dossier. Le conseguenze, secondo la ricostruzione proposta, sono state immediate. Da una parte è venuta meno una significativa fonte di ricavi; dall’altra sono aumentati i costi necessari per conferire all’esterno le attività precedentemente svolte all’interno dell’impianto. A ciò si aggiunge una questione tutt’altro che secondaria: quella occupazionale. I lavoratori impiegati nell’impianto sarebbero stati ricollocati, ma resta aperto il tema di una soluzione strutturale e definitiva.
L’aggiornamento del dossier torna poi su una questione che avevamo già affrontato nel precedente articolo: quella dei cosiddetti “maggiori costi” maturati negli anni a seguito delle decisioni adottate dall’AGER, l’agenzia regionale che governa il ciclo dei rifiuti. Secondo i dati riportati da Favuzzi, tra il 2019 e il 2024 ASM avrebbe accumulato ben 4.872.700 euro di costi aggiuntivi non previsti nel contratto di servizio originariamente stipulato con il Comune. Si tratta di oneri derivanti principalmente dal cambiamento degli impianti di destinazione dei rifiuti, con conseguente incremento delle distanze da percorrere e delle tariffe applicate. Una situazione che, come avevamo già evidenziato nel precedente approfondimento, rappresenta uno dei principali fattori di squilibrio rispetto alle condizioni economiche immaginate quando il contratto fu sottoscritto ormai quasi dieci anni fa. Di questi quasi cinque milioni di euro, secondo il dossier, circa 2,4 milioni risulterebbero ancora da rimborsare.
Nel frattempo il Comune è già intervenuto con ulteriori coperture finanziarie. Favuzzi ricorda infatti che nel luglio 2025 la Giunta aveva approvato uno stanziamento pari a 1.740.892 euro destinato a coprire i maggiori costi relativi al 2024 e al primo trimestre del 2025. “Ma la spirale continua”, osserva l’autore. Accanto ai numeri e ai bilanci, emerge poi un altro tema particolarmente delicato: quello della governance aziendale. Favuzzi ricorda che l’attuale Consiglio di Amministrazione dell’ASM è stato nominato il 10 settembre 2025 dall’allora vicesindaco in sostituzione del sindaco sospeso Tommaso Minervini e che il mandato risulta formalmente in vigore fino al 2027. Una circostanza che assume particolare rilevanza alla luce del cambio di amministrazione intervenuto nel frattempo.
Secondo quanto riportato nel dossier, già nell’ottobre del 2025 alcune forze politiche, tra cui il Partito Democratico, avevano chiesto le dimissioni dei vertici aziendali a seguito delle note vicende giudiziarie che avevano coinvolto l’azienda. Dimissioni che, sempre secondo la ricostruzione proposta, non sarebbero mai arrivate.
Il nuovo sindaco Manuel Minervini si trova dunque ad affrontare una situazione particolarmente complessa: un Consiglio di Amministrazione nominato dalla precedente amministrazione e ancora in carica, una procedura per la scelta del Direttore Generale non ancora conclusa, una perdita potenzialmente molto pesante da gestire e, sullo sfondo, la scadenza del contratto di servizio prevista per la fine del 2026.
Proprio sul Direttore Generale si concentra uno degli interrogativi posti da Favuzzi. La short list dei candidati sarebbe infatti pronta dall’8 maggio scorso, ma la nomina non risulterebbe ancora formalizzata. Si tratta di una figura considerata centrale per qualsiasi percorso di risanamento, riorganizzazione e rilancio dell’azienda.
Nella parte finale del suo intervento, Favuzzi sintetizza i temi del dibattito attraverso quattro domande precise rivolte all’Amministrazione e ai vertici dell’ASM. La prima riguarda il futuro dell’attuale CdA e l’eventualità di dimissioni che consentano al nuovo sindaco di nominare organi pienamente coerenti con il proprio mandato amministrativo. La seconda concerne la nomina del Direttore Generale e le ragioni del ritardo rispetto a una procedura già sostanzialmente completata. La terza affronta una questione destinata inevitabilmente a interessare tutti i cittadini: come verrà coperta l’eventuale perdita del 2025 e se ciò potrà avere conseguenze sulla TARI e quindi sulle tasche dei contribuenti. La quarta domanda, probabilmente la più importante, riguarda invece il futuro contratto di servizio in scadenza il 31 dicembre 2026. Rinnovo dell’attuale modello? Rinegoziazione delle condizioni economiche e operative? Oppure gara pubblica per l’affidamento del servizio?
È attorno a queste scelte che si giocherà una parte significativa del futuro dell’ASM e dell’intero sistema cittadino di gestione dei rifiuti. Il nuovo aggiornamento del dossier non pretende di fornire risposte definitive, ma ha il merito di riportare al centro dell’attenzione pubblica dati, documenti e questioni amministrative che difficilmente trovano spazio nel dibattito quotidiano. Per questo riteniamo utile continuare a seguire e raccontare questi approfondimenti. Al di là delle valutazioni politiche che ciascuno può legittimamente esprimere, il lavoro di analisi svolto da Mimmo Favuzzi rappresenta un contributo importante alla conoscenza dei temi amministrativi e alla partecipazione civica della comunità. Una città più informata è una città più consapevole. E questioni strategiche come il futuro dell’ASM meritano certamente di essere comprese, discusse e approfondite da tutti i cittadini.





