Una croce sul candidato sindaco e una sulla lista collegata: solo così può finire davvero il decennio più buio della politica molfettese

Molfetta è arrivata a un bivio storico. Non è più tempo di ambiguità, di accordi costruiti nelle stanze del potere, di civismo senz’anima, di trasformismi continui e di coalizioni nate solo per conservare posizioni e privilegi. È arrivato il momento di mettere una pietra tombale definitiva sull’era del “ciambotto politico” che ha sgovernato la città nell’ultimo decennio, devastando identità, entusiasmo, partecipazione e prospettive.
Per anni Molfetta è stata ostaggio di cartelli elettorali costruiti ad arte, liste civiche senza ideali, potentati personali alimentati soltanto dalla gestione del consenso e dall’occupazione del potere. Non progetti politici. Non visioni. Non idee di città. Solo contenitori vuoti creati per garantire sopravvivenza politica ai soliti noti. Ora, finalmente, questa lunga stagione può finire. Perché oggi i cittadini hanno davanti due alternative vere. Due visioni politiche autentiche. Due culture di governo riconoscibili. Due candidati che rappresentano idee precise di città: Adamo Logrieco e Manuel Minervini.
Da una parte una destra liberale. Dall’altra una sinistra socialista. Due percorsi diversi, persino opposti, ma accomunati da una caratteristica fondamentale: avere una visione chiara, una cultura politica, una proposta riconoscibile. Non semplici candidati. Ma idee di futuro. Ed è proprio questa la vera rottura che Molfetta può compiere: tornare finalmente alla politica vera. Quella fatta di identità, appartenenza, idee, programmi, cultura di governo e responsabilità.
Per troppo tempo la città è stata soffocata da professionisti del consenso personale, da cambi di casacca continui, da alleanze senza coerenza costruite solo per spartirsi deleghe e posizioni. Quelli del “cosa tocca a me”. Quelli che hanno svuotato la politica del suo significato più autentico. E sarebbe quasi un contrappasso storico. Perché proprio Molfetta, che negli anni ’90 era stata laboratorio di un civismo innovativo e partecipato, oggi può diventare il luogo in cui si chiude definitivamente la stagione della sua degenerazione peggiore. Non un ritorno nostalgico al passato. Ma il ritorno della politica con una dignità. Con due schieramenti veri. Con due proposte alternative. Con cittadini chiamati finalmente a scegliere tra idee diverse di città e non più tra contenitori vuoti costruiti solo per occupare potere.
Adamo Logrieco e Manuel Minervini stanno prosciugando la palude del trasformismo. Stanno raccogliendo il consenso di chi è stanco dei ricatti politici, delle ammucchiate senza ideali, degli accordi costruiti solo per mantenere il controllo della città. Ma adesso serve l’ultimo passo. Quello decisivo. Perché il cambiamento non si annuncia soltanto: si costruisce voto dopo voto, croce dopo croce. E allora il messaggio è semplice e chiarissimo: servono due croci. Una sul candidato sindaco. E una sulla lista collegata che lo sostiene. Solo così sarà possibile chiudere definitivamente il capitolo più fosco e disastroso della politica molfettese degli ultimi decenni. Solo così Molfetta potrà liberarsi delle ammucchiate civiche senza identità, nate soltanto per occupare il potere e trascinare ancora più in basso la città.
Adesso serve l’ultimo sforzo. Forza Molfetta libera. Scegliete il cambiamento vero, non quello malamente camuffato!









