Dopo l’evento quasi miracoloso dei primi due, la città ci riprova. Via le vecchie lampade, arrivano i LED e persino il Wi-Fi. Per una città che aveva fatto dell’archeologia semaforica una specialità, non è proprio una notizia qualsiasi.

Certe storie, a Molfetta, meritano un seguito.
Qualche mese fa, quando in città comparvero due semafori nuovi di zecca, dalle parti di via Giovinazzo, avevamo dovuto ricorrere a un’“edizione straordinaria”. Non capita tutti i giorni, del resto, di assistere a un evento del genere. Era il tempo del commissario prefettizio e quei due impianti, ancora dentro gli scatoloni, sembravano quasi una visione. “Li stavano uscendo dai cartoni”, ci aveva raccontato un lettore incredulo.
Sembrava l’inizio di una nuova era. E forse, con qualche mese di ritardo, possiamo dire che quella non era soltanto un’impressione. Perché oggi arriva una notizia che, se possibile, rende ancora più interessante quella piccola storia: il Comune di Molfetta ha affidato alla Molfetta Multiservizi la manutenzione straordinaria di altri quattro impianti semaforici cittadini, da tempo alle prese con l’usura e l’obsolescenza. Gli incroci interessati sono quelli di via Berlinguer angolo via Finocchiaro, viale XXV Aprile angolo via Giovinazzo, via Madonna dei Martiri angolo viale dei Crociati e via Galilei angolo corso Fornari.
Insomma, la saga continua. E stavolta non si tratta semplicemente di dare una lucidata al vecchio semaforo e sperare che sopravviva ancora qualche anno. Sono previste nuove schede elettroniche per il controllo del traffico, nuove lanterne a LED al posto delle vecchie lampade e il rifacimento degli armadi stradali, con serrature aggiornate. Ma soprattutto c’è un dettaglio che, considerando la storia recente dei semafori cittadini, ha quasi del fantascientifico: le nuove schede saranno predisposte per la gestione a distanza via Wi-Fi. Avete letto bene. Wi-Fi.
A Molfetta il semaforo non dovrà più necessariamente essere raggiunto fisicamente per sapere come sta. Potenzialmente potrà dialogare a distanza. Siamo ufficialmente entrati nell’era digitale. E viene quasi da sorridere pensando a quanto siamo stati abituati, negli anni, a considerare “normale” l’anormalità: impianti vecchi, lampade che facevano più luce nell’immaginazione che sull’asfalto, semafori fuori uso e situazioni che, più che alla città smart tante volte annunciata, sembravano appartenere a una sorta di archeologia urbana. In qualche caso, per dirla con sana ironia, mancava soltanto che arrivasse il cartello: “Reperto storico. Non toccare.” Ora, invece, qualcosa sembra muoversi.
I lavori, per un importo complessivo di 82.300 euro, partiranno in tempi rapidi proprio per le esigenze legate alla sicurezza di automobilisti e pedoni. E sia chiaro: quattro impianti non trasformano Molfetta in una Silicon Valley. Così come, qualche mese fa, due semafori nuovi non potevano certo rappresentare la soluzione a tutti i problemi della viabilità cittadina. Però sono segnali. E i segnali, soprattutto quando riguardano semafori, sarebbe bene prenderli sul serio. Perché un semaforo che funziona non è semplicemente una luce che diventa verde, gialla o rossa. È sicurezza, ordine, manutenzione, tecnologia. È una di quelle piccole cose che in una città normale dovrebbero essere talmente scontate da non fare notizia.
A Molfetta, invece, per un certo periodo siamo riusciti nell’impresa di trasformare persino un semaforo nuovo in una notizia da prima pagina. Adesso, però, la speranza è che quei due semafori che avevamo fotografato come una specie di apparizione siano stati davvero soltanto l’antipasto. Perché dopo quattro, ne servirebbero altri. E poi altri ancora. Fino al giorno in cui vedere un semaforo nuovo a Molfetta non sarà più motivo di stupore, di commenti sui social o di articoli ironici. Sarà semplicemente… normale. E forse, alla fine, questa sarebbe davvero la più bella rivoluzione di tutte.









