Partecipazione, giovani, idee e voglia di cambiamento: cresce attorno al candidato progressista una spinta civica che punta a rompere gli equilibri delle vecchie logiche di potere cittadine.

La candidatura di Manuel Minervini continua a intercettare una parte sempre più ampia del voto libero, soprattutto tra i giovani e tra quanti chiedono una vera svolta per Molfetta dopo anni segnati dalle coalizioni centriste di liste civiche, spesso percepite come espressione di un sistema politico chiuso e autoreferenziale. Un blocco che oggi si ripresenta compatto — quella che molti cittadini definiscono ormai “l’ammucchiata” — nel tentativo di riconquistare il potere e chiudere la partita già al primo turno. Un’operazione che, secondo numerosi osservatori, starebbe però mostrando tutti i limiti di un progetto tenuto insieme più dalla convenienza elettorale che da una reale visione comune per la città. E proprio questo artificio politico, giorno dopo giorno, appare sempre più evidente agli occhi di tanti molfettesi.
In questo scenario si inserisce la proposta politica dell’area progressista guidata da Manuel Minervini, che nelle ultime settimane sembra aver trovato un crescente entusiasmo popolare. A dimostrarlo è stata anche la partecipata presentazione ufficiale della lista “Rinascere”, uno degli appuntamenti politici più sentiti di questa campagna elettorale.
“Una coalizione forte si nutre di entusiasmo, di competenze e di una visione profondamente condivisa”, ha scritto Minervini sulla sua pagina Facebook, sottolineando il senso politico di un percorso costruito attorno alla partecipazione e al coinvolgimento diretto di energie nuove della città.
L’iniziativa, svoltasi in una “bellissima cornice di partecipazione”, ha rappresentato — nelle parole del candidato sindaco — “un momento di confronto politico prezioso”, arricchito dagli interventi di Felice Spaccavento, Gianluigi De Gennaro e dei tanti candidati e candidate che hanno deciso di “mettersi concretamente al servizio della comunità”.
Dal palco, ha raccontato Minervini, sono emerse “voci appassionate” capaci di riportare al centro una convinzione chiara: “Molfetta deve tornare a essere un punto di riferimento per chi vuole costruire qui il proprio futuro”. Un messaggio che parla soprattutto alle nuove generazioni, troppo spesso costrette a cercare altrove opportunità, spazi e prospettive negate da anni di immobilismo politico e amministrativo.
Il progetto progressista punta così a presentarsi come un’alternativa credibile e coerente rispetto a un sistema di potere che molti cittadini considerano ormai esaurito. Una proposta che mette insieme contenuti, partecipazione e un’idea diversa di città, distante dalle logiche trasversali e dagli accordi costruiti esclusivamente per conservare equilibri e posizioni.
“Il nostro percorso continua, forte di queste bellissime energie”, ha concluso Minervini, rilanciando la sfida politica delle prossime settimane. “Andiamo avanti, insieme, per costruire l’alternativa credibile che Molfetta merita.”
Ed è forse proprio questa parola — alternativa — a rappresentare oggi il cuore della partita politica molfettese: da una parte chi prova a riproporre formule già viste e assetti di potere consolidati, dall’altra chi tenta di costruire una nuova stagione politica fondata su partecipazione, competenze e rinnovamento autentico. Una sfida che, al di là degli schieramenti, sembra aver già riacceso nella città un entusiasmo che da troppo tempo appariva sopito.







