Il cambiamento vero ha bisogno di due croci: una al sindaco, una alle liste del cambiamento


Se volete un vero cambiamento a Molfetta, mettete una croce su Manuel Minervini o Adamo Logrieco e anche su una delle liste che li sostengono. Solo così si può evitare che il “ciambotto” continui a comandare in consiglio comunale.
Per un vero cambiamento.

Ricordiamo a tutte le elettrici e a tutti gli elettori che, per un vero cambiamento a Molfetta, se vogliono davvero voltare pagina, devono mettere una croce su Manuel Minervini oppure su Adamo Logrieco, ma anche una croce — anche senza preferenze, va bene lo stesso — su uno dei partiti della coalizione che sostiene questi due candidati alternativi al “ciambotto”. Altrimenti si rischia di eleggere come sindaco Manuel Minervini o Adamo Logrieco con una maggioranza in consiglio comunale legata al “ciambotto”. E questa situazione, diciamolo chiaramente, più che un cambiamento sarebbe un incredibile pasticcio: rivedremmo le stesse facce in consiglio comunale, con un sindaco diverso che però non potrebbe davvero voltare pagina come noi vogliamo per questa città. Il rischio sarebbe persino quello di nuove elezioni, perché non crediamo che una delle massime aspirazioni di Manuel Minervini o Adamo Logrieco sia governare la città subendo quotidianamente ricatti politici in consiglio comunale dai “ciambottisti”.

Ricordate: l’avversario non è soltanto il candidato sindaco delle liste centriste, ma soprattutto ciò che rappresenta. Per questo è necessario evitare — mettendo la croce sulle liste che sostengono i candidati alternativi, sia di sinistra sia di destra — che in consiglio comunale possa formarsi una maggioranza di “ciambottisti”. Evitiamo che le liste del “ciambotto” superino il 50% dei voti. Basta mettere una croce sulle liste che sostengono Manuel Minervini o Adamo Logrieco.

Eleggere un nuovo sindaco senza cambiare davvero la maggioranza in consiglio significherebbe ritrovarsi con le stesse logiche, le stesse facce e gli stessi giochi politici di sempre. Sarebbe un cambiamento solo di facciata, destinato a bloccare ogni possibilità di svolta reale per la città. Un sindaco senza una maggioranza coerente sarebbe costretto ogni giorno a trattare, subire ricatti politici e governare nell’instabilità, con il rischio concreto di paralizzare Molfetta o addirittura tornare presto alle urne.

L’avversario non è soltanto un candidato: è un intero sistema politico che da anni tiene ferma la città. Per questo è fondamentale non solo scegliere il sindaco del cambiamento, ma anche rafforzare le liste che lo sostengono.

Se volete davvero voltare pagina, cambiate anche la maggioranza. Una croce al sindaco e una croce alle liste del cambiamento. Solo così Molfetta potrà ripartire davvero.

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