Benedetto sia il Maestrale!


Dopo giorni passati a distinguere a fatica tra casa e forno, finalmente una notte in cui si può respirare.
Stanotte concediamoci un piccolo regalo… e facciamolo anche all’ambiente. Spegniamo il condizionatore, apriamo le finestre e lasciamo entrare il Maestrale. Dopo giorni di caldo afoso e umidità soffocante, finalmente una notte più respirabile. Meno consumi, meno sprechi e un po’ di sollievo. A volte basta semplicemente lasciare che sia il vento a rinfrescare la casa. Buona notte!

Ebbene sì: stanotte si respira. Anzi, si respira così bene che, aprendo una finestra, entra quella meravigliosa cosa che sembrava ormai dimenticata: l’aria. Dopo giorni di caldo afoso e di quell’umidità appiccicosa che riusciva nell’impresa di rendere irrespirabile tutto — dentro casa, fuori casa, sul balcone, probabilmente anche dentro il frigorifero — il Maestrale ha finalmente deciso di farci una visita. E allora approfittiamone.

Quelle belle correntucce che attraversano le stanze fanno già il loro mestiere. Il condizionatore può riposarsi qualche ora, senza sensi di colpa. Spegniamolo, apriamo le finestre e lasciamo entrare il vento.

Non sarà la rivoluzione climatica, d’accordo. Ma è comunque un piccolo regalo che possiamo fare a noi stessi e, perché no, anche all’ambiente: meno energia consumata, meno sprechi e una casa rinfrescata dalla natura invece che dal telecomando. Del resto, quando il vento fa il condizionatore gratis, sarebbe quasi scortese non approfittarne.

Stanotte concediamoci questo piccolo lusso: finestre aperte, aria che gira e climatizzatore spento.

Buona notte.
E benedetto sia il Maestrale.

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