Il bilancio 2025 è stato approvato il 5 agosto, ma non è ancora pubblicato integralmente. Dagli atti comunali emergono una perdita di circa 2 milioni, nuove difficoltà finanziarie nel 2026 e oltre 1,5 milioni di maggiori corrispettivi: adesso bisogna capire quanto costa davvero ASM, chi deve pagare e soprattutto perché.

Dalla ricognizione del Comune ai conti dell’ASM: adesso i numeri cominciano a parlare
La Delibera di Giunta Comunale n. 32 del 27 agosto 2026, relativa all’aggiornamento del Gruppo Amministrazione Pubblica e del perimetro di consolidamento, contiene un passaggio che merita particolare attenzione. Nel documento, infatti, il Comune prende atto dei bilanci 2025 delle società partecipate e, per quanto riguarda ASM, indica che il bilancio è stato approvato il 5 agosto 2026.
Si tratta di una ricognizione annuale, necessaria ai fini della predisposizione del bilancio consolidato del Comune. In estrema sintesi, è questo ciò che racconta la delibera approvata dalla Giunta nei giorni scorsi. Una notizia, dunque? Solo in parte. Perché dietro una voce apparentemente tecnica di una delibera amministrativa c’è un dato che, nel caso di ASM, merita di essere guardato più da vicino. L’elenco delle società partecipate e degli enti strumentali del Comune è certamente un adempimento amministrativo dovuto, ma non dice ancora che cosa stia realmente accadendo al loro interno.
La Delibera di Giunta Comunale n. 32 del 27 agosto 2026 offre però un punto di partenza preciso: il Comune prende atto dei bilanci 2025 delle società partecipate e, per quanto riguarda ASM, indica che il bilancio è stato approvato il 5 agosto 2026. È proprio da qui che può partire un nuovo approfondimento. Perché, se il bilancio 2025 di ASM è stato effettivamente approvato, non siamo più nel campo delle previsioni o delle stime: i numeri definitivi dovrebbero consentire di capire quale sia stata la reale situazione economica e finanziaria dell’azienda nell’anno appena trascorso, ma anche quale sia oggi la situazione della società. Ed è qui che la semplice presa d’atto contenuta nella delibera lascia spazio alle domande. Che cosa racconta davvero quel bilancio? Qual è la perdita o l’utile effettivo? Qual è la situazione patrimoniale e finanziaria della società? E soprattutto, quanto è cambiato il quadro rispetto alle previsioni che avevano accompagnato i mesi precedenti? Ma c’è già un primo elemento nuovo, e particolarmente significativo.
La previsione di 1,8 milioni è diventata una perdita di circa 2 milioni
Nei mesi scorsi avevamo parlato di una possibile perdita nell’ordine di 1,8 milioni di euro, sulla base delle dichiarazioni pubbliche rese dall’allora candidato sindaco Manuel Minervini e successivamente riprese nei nostri approfondimenti. Quel dato, all’epoca, doveva necessariamente essere trattato come una previsione e non come un risultato contabile acquisito. Oggi il quadro è cambiato.
Durante la seduta del Consiglio comunale del 31 luglio, nel corso della discussione sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, la situazione economico-finanziaria di ASM è stata descritta in termini ancora più pesanti. Dagli atti e dagli interventi in aula è emersa una perdita di circa 2 milioni di euro riferita al 2025, accompagnata da ulteriori passività nell’ordine degli 800 mila euro per il primo semestre 2026. Un quadro che, se letto nella sua evoluzione temporale, restituisce una situazione economica e finanziaria certamente preoccupante.
Non è però ancora la stessa cosa che avere davanti il bilancio integrale di ASM, con tutte le sue voci, gli effetti patrimoniali e finanziari e le relative note esplicative. Ed è proprio per questo che occorre mantenere una distinzione rigorosa tra i dati riferiti negli atti comunali e negli interventi consiliari e il documento contabile ufficiale della società.
Una cosa, tuttavia, appare ormai difficilmente contestabile: il problema non è più soltanto quella perdita ipotizzata nei mesi scorsi nell’ordine di 1,8 milioni di euro. Il quadro rappresentato in Consiglio comunale parla ormai di una perdita 2025 di circa 2 milioni di euro e di un ulteriore squilibrio di circa 800 mila euro già maturato nel primo semestre 2026.
Numeri che, senza anticipare conclusioni che soltanto l’esame completo dei bilanci potrà confermare, delineano una situazione di forte criticità e impongono di guardare non soltanto a quanto ASM abbia perso, ma soprattutto a come sia arrivata a questo punto e quali siano oggi le condizioni reali dell’azienda. E questo cambia completamente la prospettiva. Perché la domanda non è più soltanto quanto abbia perso ASM. La domanda diventa: perché ha perso quei soldi, quale parte della perdita è strutturale, quale parte è legata a circostanze straordinarie e, soprattutto, con quali risorse si pensa di affrontare la situazione?
Dal piccolo utile del 2024 al rosso del 2025: quanto è profondo il cambiamento?
Il confronto con l’esercizio precedente rende ancora più evidente la dimensione del problema. Nel 2024 ASM aveva chiuso con un utile di 14.318 euro, a fronte di ricavi per circa 18,93 milioni di euro. Il risultato era formalmente positivo, ma rappresentava appena lo 0,08 per cento dei ricavi: un margine talmente ridotto da rendere l’equilibrio economico dell’azienda estremamente fragile. La relazione del Collegio sindacale sul bilancio 2024 indicava inoltre un patrimonio netto di 3.580.467 euro.
Questo dato è particolarmente importante oggi. Perché se la perdita 2025 si colloca effettivamente intorno ai 2 milioni di euro, non stiamo parlando semplicemente di un esercizio negativo. Stiamo parlando di una perdita che, rapportata al patrimonio netto risultante dal bilancio 2024, avrebbe una dimensione pari a oltre la metà del patrimonio netto dell’anno precedente. È proprio per questo che il bilancio 2025 non può essere letto limitandosi all’ultima riga del conto economico. Dobbiamo sapere quanto patrimonio resta, quali sono le riserve disponibili, quali crediti sono realmente esigibili, quali debiti devono essere pagati nel breve periodo e quale sia la situazione della liquidità bancaria e di cassa. Perché un conto economico in perdita racconta una cosa. Uno stato patrimoniale deteriorato ne racconta un’altra. E un conto corrente in sofferenza ne racconta ancora un’altra.
Il vero punto non è soltanto la perdita: è la liquidità
È questa la questione che rischia di essere più importante di tutte. Un’azienda può registrare una perdita senza trovarsi necessariamente nell’impossibilità di pagare i propri fornitori. Allo stesso modo, può presentare un risultato economico non drammatico e contemporaneamente attraversare una grave crisi di liquidità. Ed è proprio questo il punto sul quale il nostro precedente approfondimento finanziario aveva invitato a mantenere alta l’attenzione.
Già nei bilanci precedenti erano emerse difficoltà sul fronte della liquidità. Durante una seduta consiliare del 2023 era stato evidenziato, ad esempio, il passaggio della liquidità disponibile da 466.514 euro nel 2021 a 105.190 euro nel 2022, dato che aveva già suscitato interrogativi sulla capacità dell’azienda di sostenere finanziariamente la gestione corrente.
Nel frattempo sono cambiate molte cose: la chiusura dell’impianto di selezione della plastica, i maggiori costi di conferimento, i rapporti economici con il Comune, le vicende legate a Trasmar, gli investimenti e le diverse partite finanziarie ancora da definire. Per questo oggi abbiamo bisogno di un dato preciso: quanta liquidità ha realmente ASM alla data di approvazione del bilancio 2025 e quale era la sua disponibilità nei primi mesi del 2026? È una delle informazioni che il bilancio, la nota integrativa e soprattutto la situazione contabile aggiornata dovrebbero consentire di ricostruire.
Il Comune ha già messo in conto altri soldi
Ed è qui che il tema finanziario dell’ASM incontra direttamente quello del Comune. Durante il Consiglio comunale del 31 luglio è stato riferito che la gestione commissariale aveva già accantonato 500 mila euro nel fondo perdite delle società partecipate, proprio in relazione alla situazione di ASM. Ma nello stesso intervento è stato spiegato che la nuova Amministrazione aveva deciso di intervenire anche sul fronte dei corrispettivi del servizio di igiene urbana, stanziando oltre 1,5 milioni di euro aggiuntivi per adeguarli ai costi reali del servizio.
È un dato che merita di essere letto con attenzione. Perché qui torniamo esattamente alla distinzione affrontata nel nostro precedente approfondimento: un conto è pagare ad ASM ciò che il Comune deve effettivamente riconoscere per il servizio; un altro è ripianare una perdita della società. Le due cose possono anche produrre, contabilmente, un trasferimento di denaro dalla stessa parte all’altra. Ma dal punto di vista giuridico ed economico sono operazioni profondamente diverse. E proprio per questo sarà necessario capire come sono composti quei nuovi 1,5 milioni di euro: quali costi coprono, quali periodi riguardano, se si tratta di maggiori costi riconosciuti nel PEF, di adeguamento del corrispettivo contrattuale o di altre componenti del rapporto economico tra Comune e ASM. Solo dopo sarà possibile stabilire quanto dell’attuale difficoltà finanziaria sia effettivamente riconducibile a somme ancora dovute dal Comune e quanto invece rappresenti una perdita propria dell’azienda.
Il precedente ci dice già che i rapporti Comune-ASM sono una parte decisiva della storia
Non partiamo da zero. La documentazione dei bilanci precedenti aveva già evidenziato l’esistenza di importanti partite finanziarie tra ASM e Comune. Nel bilancio 2022, per esempio, veniva quantificato in 2.602.105,89 euro IVA compresa il credito dell’azienda relativo ai maggiori costi stratificatisi nel periodo giugno 2019-31 dicembre 2021. Nello stesso documento sono riportati diversi interventi del Comune, compresi acconti e anticipazioni sui maggiori costi. Anche nel dibattito consiliare del 2024 era stato ricordato come le partite reciproche tra Comune e ASM avessero avuto un peso importante sulla situazione finanziaria della società e come il Comune avesse progressivamente provveduto a regolare una parte dei rapporti finanziari esistenti.
Questi precedenti sono fondamentali perché impediscono di leggere il bilancio 2025 come se ASM fosse una società isolata. ASM ha un socio unico, il Comune di Molfetta. E una parte significativa della sua attività economica è legata proprio al rapporto contrattuale con il Comune. Per questo il bilancio deve essere letto insieme alla contabilità dell’ente. Ma allora quanto deve davvero il Comune ad ASM?
È probabilmente una delle domande più importanti alle quali dovrà rispondere questo approfondimento. Perché se esistessero crediti certi, liquidi ed esigibili di ASM nei confronti del Comune per somme già maturate in base al contratto di servizio o per maggiori costi riconosciuti, quei soldi rappresenterebbero una componente importante della situazione finanziaria della società. Ma se, al contrario, una parte significativa del fabbisogno finanziario dell’ASM derivasse da costi non coperti strutturalmente dai ricavi o da perdite gestionali, il problema sarebbe differente. E ancora una volta torniamo alla domanda affrontata nel nostro precedente intervento sul possibile soccorso finanziario.
Il Comune può pagare ciò che deve. Può, nei casi e nei limiti previsti dalla legge, intervenire sul capitale. Può sostenere il servizio pubblico. Ma non può semplicemente trasformarsi in una sorta di assicurazione permanente contro le perdite della propria partecipata.
La distinzione che abbiamo già evidenziato resta quindi fondamentale: pagare il servizio non equivale a ripianare una perdita; riconoscere un credito non equivale a fare un salvataggio; ricapitalizzare non equivale a cancellare le cause dello squilibrio.
E adesso arriva il dato più inquietante: altri 800 mila euro nel 2026
Se i circa 2 milioni di perdita riferiti al 2025 rappresentano già un problema serio, il dato relativo al 2026 rischia di esserlo ancora di più. Durante la discussione consiliare è stato infatti indicato un ulteriore squilibrio nell’ordine di 800 mila euro per il 2026. Qui bisogna fare una precisazione importante: non possiamo ancora trattare quel numero come il risultato definitivo dell’esercizio 2026, che naturalmente deve ancora concludersi. Ma è già un’indicazione politica e finanziaria molto rilevante. Perché significherebbe che il problema non si è esaurito con il 2025.
Se una perdita di circa 2 milioni viene seguita da un’ulteriore previsione negativa di circa 800 mila euro, allora il tema non è più soltanto come coprire un esercizio particolarmente difficile. Diventa necessario capire se ASM abbia davanti un problema strutturale di equilibrio economico-finanziario. Ed è proprio questo che dovrà dimostrare il nuovo management.
La chiusura dell’impianto della plastica resta uno dei nodi centrali
Non possiamo dimenticare che il 2025 è stato l’anno nel quale ASM ha perso una delle proprie attività industriali più importanti. Il 1° giugno 2025 è stata interrotta l’attività dell’impianto di selezione degli imballaggi in plastica, con il coinvolgimento di oltre quaranta lavoratori. La chiusura ha prodotto un doppio effetto: da una parte la perdita di ricavi legati all’attività di selezione, dall’altra la necessità di sostenere costi ulteriori per avviare all’esterno i materiali che prima venivano lavorati internamente. È proprio questo uno degli elementi indicati nei mesi scorsi come possibile causa della forte perdita 2025. Ma ora abbiamo bisogno di andare oltre.
Quanto valeva realmente quella attività per ASM? Quali ricavi ha perso l’azienda? Quanto sono aumentati i costi per il conferimento e la lavorazione esterna? Quanto è costato mantenere in organico il personale precedentemente impiegato nell’impianto? E soprattutto: quali sono stati i tempi e i costi delle alternative individuate? Sono numeri che il bilancio 2025 dovrebbe consentire di verificare.
Il patrimonio netto sarà uno degli indicatori decisivi
Abbiamo già un punto di partenza. Nel 2024 il patrimonio netto era pari a 3.580.467 euro. Se la perdita 2025 si è effettivamente collocata intorno ai 2 milioni, sarà necessario capire quanto di quel patrimonio sia stato assorbito dalla perdita e quali operazioni contabili abbiano inciso sul risultato finale. Non basta quindi sapere che ASM ha perso 2 milioni. Dobbiamo sapere quale patrimonio netto rimane dopo quella perdita. Dobbiamo conoscere l’ammontare delle riserve. Dobbiamo verificare se esistano svalutazioni di crediti, accantonamenti per rischi, fondi per contenziosi o altre rettifiche capaci di modificare significativamente la fotografia patrimoniale. E dobbiamo soprattutto capire se la società, al 31 dicembre 2025, fosse ancora in grado di sostenere ordinariamente la propria gestione oppure se fosse già entrata in una situazione di tensione finanziaria che si è trascinata nel 2026.
Debiti, crediti, fornitori: il bilancio dovrà aprire questa scatola
È qui che la nostra analisi dovrà necessariamente entrare nel dettaglio. Quanto deve ASM ai fornitori? Qual è l’ammontare dei debiti tributari e previdenziali? Quali sono i debiti verso banche e altri finanziatori? Quali sono i crediti verso il Comune? Quali quelli verso altri soggetti? Quanti crediti sono scaduti? Sono stati effettuati accantonamenti per quelli di difficile recupero? Qual è l’ammontare dei debiti esigibili entro dodici mesi? E soprattutto: quanto denaro era effettivamente disponibile in banca alla chiusura dell’esercizio?
Questi dati non sono dettagli per specialisti. Sono quelli che permettono di capire se abbiamo davanti una società che ha semplicemente attraversato un esercizio eccezionalmente negativo oppure una società che sta progressivamente consumando le proprie risorse.
C’è poi un’altra partita: il contratto scade a fine 2026
Come avevamo già evidenziato nel precedente approfondimento, il contratto di servizio con ASM è destinato a scadere il 31 dicembre 2026. Questo rende il bilancio 2025 ancora più importante. Perché il Comune si trova davanti a una scelta che non potrà essere rinviata indefinitamente: quale futuro vuole dare ad ASM? Proseguire con l’attuale modello? Rinegoziare le condizioni economiche? Ridefinire il perimetro delle attività? Intervenire sugli impianti? Rivedere il rapporto tra raccolta, trattamento e valorizzazione dei materiali? Oppure intraprendere un percorso completamente diverso?
Non sono domande teoriche. Sono decisioni che dovranno essere prese mentre la società si trova ad affrontare una perdita importante e una nuova previsione negativa per il 2026.
E nel frattempo la nuova governance è arrivata
È qui che il nostro precedente approfondimento sulla governance torna ad avere un significato preciso. Il nuovo Consiglio di amministrazione era stato designato dal sindaco il 5 agosto 2026, con Massimiliano Piscitelli presidente, Valentina Mastropasqua componente e Vito De Bari componente. La documentazione ufficiale del Comune indica oggi però De Bari come dimissionario. La stessa pagina di Amministrazione Trasparente del Comune, aggiornata il 18 agosto, riporta quindi una composizione già modificata rispetto a quella annunciata inizialmente.
Secondo quanto ci risulta, Piscitelli si sarebbe insediato il 2 settembre. Al momento della stesura di questo approfondimento, tuttavia, non abbiamo ancora trovato un comunicato ufficiale dell’ASM o del Comune che documenti pubblicamente l’avvenuto insediamento. Anche questo è un elemento che continueremo a verificare. Perché il nuovo presidente non arriva davanti a una società normale. Arriva davanti a una società che deve fare i conti con una perdita di circa 2 milioni di euro, con ulteriori difficoltà finanziarie già indicate per il 2026, con un impianto strategico da rilanciare, con il contratto di servizio in scadenza e con una situazione di liquidità che merita di essere fotografata con precisione. È quindi inevitabile chiedersi quale sia il piano industriale e finanziario con il quale la nuova governance intenda affrontare questa situazione.
E la politica?
Dopo le dichiarazioni con le quali, all’inizio di agosto, la maggioranza aveva salutato le nuove nomine come una scelta di «discontinuità» e di «alto profilo», non risultano al momento, nelle fonti pubbliche che abbiamo potuto verificare, prese di posizione altrettanto articolate sui nuovi dati finanziari emersi successivamente. La maggioranza aveva definito le nomine una scelta fondata su fiducia, competenza e responsabilità, indicando ASM come una delle realtà strategiche per il futuro della città. Adesso però la fase degli annunci è finita. Perché una cosa è dire che si vuole cambiare passo. Un’altra è spiegare ai cittadini come si intende affrontare una perdita di circa 2 milioni di euro e una prospettiva di ulteriori 800 mila euro di squilibrio nel 2026. E qui non servono dichiarazioni generiche. Servono numeri, atti e un programma.
Una circostanza da verificare: la liquidità e le eventuali anticipazioni
In questi giorni è circolata inoltre una circostanza secondo la quale ASM avrebbe chiesto al Comune un’anticipazione su futuri corrispettivi del servizio, allo scopo di disporre di maggiore liquidità, e che tale richiesta sarebbe stata respinta. A questa ricostruzione viene associata anche l’ipotesi di un possibile successivo riconoscimento, da parte del Comune, di un corrispettivo maggiorato per circa 1,5 milioni di euro. Al momento, tuttavia, non abbiamo individuato un atto pubblico che consenta di considerare accertata né la richiesta di anticipazione né, soprattutto, un eventuale collegamento tra il presunto diniego e il futuro riconoscimento della maggiore somma. Per questo motivo non intendiamo presentare queste circostanze come fatti acquisiti. La questione merita però di essere verificata, perché riguarda un profilo diverso e particolarmente significativo rispetto al semplice risultato economico di esercizio: la situazione finanziaria e la capacità dell’azienda di far fronte ai propri impegni nel breve periodo.
Una perdita di esercizio, infatti, non coincide automaticamente con una crisi di liquidità. Conto economico e situazione finanziaria fotografano aspetti differenti della gestione. Ma se una società che ha appena chiuso un esercizio con una perdita di circa 2 milioni di euro avesse effettivamente la necessità di chiedere al proprio socio pubblico un’anticipazione di corrispettivi futuri per fronteggiare esigenze immediate di cassa, il dato assumerebbe un rilievo particolare. Non perché un’anticipazione sia di per sé illegittima — esistono precedenti documentati nei rapporti finanziari tra Comune e ASM — ma perché un’eventuale necessità di anticipare incassi futuri potrebbe rappresentare un indicatore concreto di tensione finanziaria, complementare e, sotto questo profilo, più immediato rispetto alla sola perdita registrata nel bilancio.
Ed è proprio questo il punto che, prima di formulare qualsiasi conclusione, occorre accertare attraverso gli atti: ASM ha effettivamente chiesto un’anticipazione? Per quale importo? A quale titolo? Con quali motivazioni finanziarie? E il Comune ha effettivamente respinto la richiesta? Sono queste le domande alle quali i documenti dovrebbero dare una risposta. E allora la domanda diventa semplice: ASM ha oggi un problema di redditività, un problema di liquidità o entrambi? È una delle verifiche che intendiamo fare sugli atti.
Prima il bilancio, poi le responsabilità
È importante arrivare a questo punto senza cadere nella tentazione di trovare subito un colpevole. Il nostro lavoro non è stabilire in anticipo chi abbia responsabilità per i 2 milioni di perdita. Prima bisogna capire come sono stati prodotti quei 2 milioni. Se sono conseguenza della chiusura dell’impianto della plastica, bisognerà quantificare esattamente l’impatto. Se derivano dall’aumento dei costi di trattamento e smaltimento, bisognerà sapere quanto. Se derivano dal costo del personale, bisognerà conoscere l’incidenza. Se derivano dai rapporti finanziari con il Comune, bisognerà ricostruire crediti e debiti reciproci. Se derivano da accantonamenti, svalutazioni o componenti straordinarie, bisognerà individuarli. E se una parte della perdita dovesse invece essere riconducibile a inefficienze strutturali, allora sarà necessario capire quali decisioni gestionali le abbiano determinate. Solo dopo si potrà parlare seriamente di responsabilità.
La vera domanda non è quanto costa salvare ASM, ma quale ASM si vuole salvare
È questo, probabilmente, il punto che emerge mettendo insieme i nostri ultimi approfondimenti. Nel primo abbiamo analizzato come nasce la nuova governance, tra designazioni, dimissioni, verifiche di incompatibilità, trasparenza e opportunità. Nel secondo abbiamo affrontato i limiti entro i quali il Comune può intervenire finanziariamente, distinguendo tra pagamento dei servizi, riconoscimento dei crediti, ricapitalizzazione e soccorso finanziario. Adesso arriviamo al terzo passaggio: i numeri. E i numeri ci dicono già qualcosa.
Nel 2024 ASM aveva registrato un utile di appena 14.318 euro, a fronte di quasi 19 milioni di euro di ricavi, con un patrimonio netto di 3.580.467 euro. Un dato formalmente positivo, ma con un margine estremamente ridotto rispetto alle dimensioni economiche dell’azienda. Nel 2025, secondo quanto riferito negli atti e nel dibattito del Consiglio comunale, la perdita si colloca intorno ai 2 milioni di euro. Nel primo semestre del 2026 è stata inoltre indicata una ulteriore perdita di circa 800 mila euro. Il Comune ha accantonato 500 mila euro nel fondo perdite delle società partecipate e la nuova Amministrazione ha riferito di un intervento per oltre 1,5 milioni di euro di maggiori corrispettivi, finalizzato all’adeguamento del corrispettivo del servizio di igiene urbana.
Nel frattempo, il contratto di servizio con ASM è prossimo alla scadenza: 31 dicembre 2026.
E c’è un ulteriore elemento che, proprio per la natura della nostra analisi, non può essere trascurato: il bilancio integrale 2025, pur risultando approvato il 5 agosto, non è stato da noi rinvenuto nella sezione di Amministrazione trasparente di ASM consultabile online. Questo non significa che il documento non possa essere stato pubblicato altrove o depositato secondo le procedure previste; significa semplicemente che, allo stato delle nostre verifiche, non disponiamo ancora del documento integrale attraverso quel canale pubblico. Sono già abbastanza elementi per capire che non siamo davanti a una semplice formalità contabile. Tutt’altro. Perché qui non si tratta più soltanto di stabilire se un bilancio chiuda in utile o in perdita. Si tratta di capire quale sia la reale condizione economica e finanziaria di una società interamente pubblica, quali siano le cause dell’attuale squilibrio, quali risorse siano necessarie per affrontarlo e, soprattutto, chi finirà per sostenerne il costo.
Questo non è il punto di arrivo
La ricognizione del Comune ci ha indicato dove guardare. Gli atti del Consiglio comunale ci hanno fornito i primi numeri. Il bilancio 2024 ci ha dato il punto di partenza. Le vicende dell’impianto della plastica, dei maggiori costi, dei rapporti finanziari con il Comune e della governance ci permettono di ricostruire il contesto. Ma manca ancora il documento più importante: il bilancio 2025 completo di conto economico, stato patrimoniale, rendiconto finanziario, nota integrativa e relazione sulla gestione. È lì che dovremo cercare le risposte.
Quanto ha perso davvero ASM? Quanto patrimonio è rimasto? Quanta liquidità aveva al 31 dicembre? Quanto deve ai fornitori? Quanto deve al sistema bancario? Quanto deve al fisco e agli enti previdenziali? Quanto deve il Comune ad ASM? Quanto di quei 2 milioni è perdita industriale e quanto deriva invece da componenti straordinarie? E soprattutto: il problema è ormai alle spalle perché il 2025 è stato un anno eccezionale oppure il 2025 è soltanto il primo capitolo di una crisi che sta continuando nel 2026? Non abbiamo ancora tutte le risposte. Ed è proprio per questo che l’approfondimento non finisce qui.
Continueremo a cercare gli atti, a confrontare i bilanci, a verificare le partite tra Comune e società, a ricostruire la situazione di cassa e a capire che cosa ci sia realmente dietro quei numeri.
Perché adesso non basta più sapere che ASM ha perso circa due milioni. Bisogna capire dove sono finiti… E, soprattutto, chi dovrà pagare il conto e per quale ragione.









