C’è un’equazione, spesso attribuita ad Albert Einstein, che spiega perché chi sa meno è talvolta convinto di sapere tutto. E, curiosamente, sembra adattarsi anche ad alcunI recenti interventi sulle nostre pagine social.

Quando si pronuncia il nome di Albert Einstein, il pensiero corre inevitabilmente a una delle formule più celebri della storia della scienza: E = mc². Un’equazione che ha cambiato per sempre il modo di comprendere l’universo.
Ma accanto alle grandi intuizioni scientifiche, a Einstein vengono attribuite anche riflessioni tanto semplici quanto efficaci. Una di queste, più che una legge della fisica, sembra una legge della natura umana: Ego = 1 / conoscenza. Non importa tanto stabilire se l’abbia davvero scritta lui. Conta il significato.
L’equazione è disarmante nella sua semplicità: all’aumentare della conoscenza, l’ego tende a diminuire. Al contrario, quando il sapere è scarso, cresce spesso la certezza di avere sempre ragione.
È una dinamica che si incontra ovunque: nella vita quotidiana, nei dibattiti pubblici, nella politica e, naturalmente, anche tra i terrapiattisti. Chi è disposto a mettere continuamente in discussione le proprie convinzioni, di solito studia, verifica e ascolta. Chi invece ritiene di possedere già tutte le risposte, raramente sente il bisogno di approfondire.
Il paradosso è che le persone più competenti sono spesso le prime a riconoscere i propri limiti. Quelle meno preparate, invece, tendono ad avere una fiducia incrollabile nelle proprie convinzioni, anche quando la realtà le smentisce con ostinazione. È esattamente ciò che accade con il terrapiattismo. Da secoli l’osservazione, l’esperienza e la ricerca scientifica dimostrano che la Terra è sferica. Eppure c’è chi continua a sostenere il contrario, convinto che il problema non siano le prove, ma il mondo intero.
Naturalmente il fenomeno non riguarda soltanto l’astronomia. Esiste una forma di terrapiattismo che non ha nulla a che vedere con il sistema solare. È quella che porta alcune persone a credere che la forza delle proprie convinzioni basti a modificare la realtà. Come se i fatti fossero semplici dettagli e l’evidenza un’opinione fra tante. Forse è proprio qui che quella piccola formula trova il suo significato più profondo. La conoscenza insegna il dubbio. L’ignoranza, molto spesso, regala certezze assolute.
Negli ultimi giorni abbiamo raccontato storie di fantasmi che parlano senza mostrarsi e di terrapiattisti che continuano a negare l’evidenza. Non perché ci interessino gli spiriti o la forma della Terra, ma perché entrambe sono ottime metafore di un certo modo di intendere il dibattito pubblico. In fondo, la differenza tra chi cerca la verità e chi cerca soltanto consenso è tutta qui: i primi mettono continuamente in discussione le proprie idee; i secondi pretendono di mettere in discussione i fatti.
E se davvero esistesse una formula per misurare l’ego, forse non servirebbe un laboratorio. Basterebbe osservare chi parla con maggiore sicurezza proprio quando ha meno argomenti. Per il resto, lasciamo ancora una volta ai lettori il piacere di trarre le proprie conclusioni.
Sapienti pauca.







